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Home islamofobia

“Se fai carità per i palestinesi sei un leader di Hamas”: il caso Hannoun e l’indifferenza mediatica verso la Palestina

by Aicha Tiziana Bravi
Ottobre 13, 2024
in islamofobia, Israele, Italia, Palestina, Sionismo, Voci
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“Se fai carità per i palestinesi sei un leader di Hamas”: il caso Hannoun e l’indifferenza mediatica verso la Palestina
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In oltre un anno di genocidio, i media italiani – e non solo – avrebbero tanto materiale del quale occuparsi o da analizzare: omicidi mirati di giornalisti, bombardamenti a scuole, ospedali e tende di rifugiati, stupri nei campi di detenzione israeliani e via dicendo. Invece, al di là e al di qua dell’oceano Atlantico si accorgono della Palestina solo quando ne vogliono parlare in termini negativi, evitando furbescamente di cogliere il nocciolo del problema, cioè l’occupazione coloniale.

Il caso di questi giorni riguarda la notizia secondo cui il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito, tra gli altri, Mohammad Hannoun nella lista Specially Designated Nationals, bloccando i suoi beni e impedendogli di avere qualsiasi tipo di operazione finanziaria con individui o entità dislocate negli USA.

Hannoun, per chi non lo sapesse, ha fondato l’Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese (ABSPP) nel lontano 1994 e si adopera giorno e notte per alleviare le sofferenze di questa popolazione tanto martoriata, sia in Palestina che nei luoghi dove vivono i rifugiati palestinesi, come ad esempio il Libano e la Siria.

Il “giornalista” Massimiliano Coccia (marito dell’europarlamentare Pina Picierno) ha immediatamente celebrato con eccitazione su L’Inkiesta e sui suoi canali social il sanzionamento di Hannoun, definito con piena convinzione da Coccia su X come il “capo del network associativo di Hamas in Europa”. Continua poi vantandosi del fatto che “già dal 2020” ne aveva scritto in esclusiva senza mai aver “mollato la presa”.

Probabilmente annoiato dalla vita matrimoniale, Coccia non ha trovato di meglio che dedicare le proprie energie e risorse all’analisi minuziosa della vita di Mohammad Hannoun e delle sue attività di beneficenza, alla ricerca di indizi che ne potessero identificare l’assoluta “prova di colpevolezza”.

Coccia è talmente infuriato con Hannoun (chissà poi per quale motivo) da avere come unico scopo quello di stargli alle calcagna per trovare questa “fatidica” prova della sua colpevolezza, nonostante le inchieste precedenti siano state archiviate senza condanne.

Ma al di là di questo accanimento particolare da parte di Massimiliano Coccia nei confronti di Hannoun, l’Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese (ABSPP) distribuisce ormai da molti anni pacchi viveri, materiale scolastico, abbigliamento ed altro ai rifugiati palestinesi. Ma interviene anche in altre zone come ad esempio ha fatto in Marocco nel 2023, a seguito del terribile terremoto dell’8 settembre.

E’ sufficiente “googlare” il nome dell’associazione, per rendersi conto inoltre delle numerose collaborazioni che ha avuto con parlamentari, ex-deputati, personaggi di spicco del panorama politico italiano che hanno prestato i loro volti per pubblicizzare le raccolte fondi destinate all’acquisto di beni da donare. Tra questi, Alessandro Di Battista e Davide Tripiedi (ex-deputati del Movimento 5 Stelle) e Stefania Ascari (deputata Movimento 5 Stelle) che hanno compiuto viaggi assieme all’associazione direttamente nei campi profughi palestinesi del Libano e della Siria raccontando poi quanto da loro osservato in conferenze stampa o tramite articoli pubblicati su quotidiani e quant’altro.

Anche su YouTube si possono trovare video che raccontano di adozioni a distanza, di pacchi viveri, coperte ed altri aiuti consegnati anche solo qualche mese fa a Gaza, dove era ancora possibile far arrivare denaro per poi acquistare in loco il materiale necessario alla gente rimasta senza casa, senza cibo, senza più niente.

Questo accanimento mediatico contro chi da tanti anni cerca di alleviare le sofferenze del suo popolo non farà certo aumentare le simpatie nei confronti di chi pretende di avere il “diritto di difendersi”, anzi. Infatti, negli ultimi mesi molte persone hanno capito che in questo occidente c’è qualcosa che non funziona, qualcosa che è ormai “marcio” (come dice nel suo libro il dottor Odifreddi), mentre coloro che vogliono mantenere il potere a tutti i costi si arrampicano sugli specchi puntando il dito contro chiunque li combatta, accusandoli di antisemitismo o di “finanziare Hamas”, come nel caso dell’ABSPP.

Probabilmente la parte migliore dell’umanità si è risvegliata da un lungo sonno e molto difficilmente si riuscirà a trovare un sonnifero talmente efficace da farla riaddormentare, o almeno non nel breve periodo.

Tags: ABSPPaiuti umanitari GazaAlessandro Di Battistaantisemitismobeneficenza Palestinabombardamenti scuoleColonialismoCrisi Umanitariacritica mediaticaDavide Tripiedidifesa israelianagenocidioHamas EuropaMassimiliano Cocciamedia italianiMohammad Hannounomicidi giornalistipotere occidentalerifugiati Libanorifugiati palestinesirifugiati SiriaSanzioni Usasolidarietà PalestinaStefania Ascaristupri detenzione
Aicha Tiziana Bravi

Aicha Tiziana Bravi

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