Su GoFundMe è attivo un fondo di solidarietà per contribuire alle spese legali, alle perizie e ai costi connessi alla sua vicenda. L’appello ai lettori de La Luce: trasformare la vicinanza in un aiuto concreto.
La solidarietà può diventare una difesa legale, la possibilità di affrontare un procedimento senza essere schiacciati dal suo peso economico. È con questo obiettivo che è stata avviata su GoFundMe la raccolta “Fondo di solidarietà e giustizia per Youssef Siher”, organizzata da Mohamed Siher.
L’iniziativa nasce per sostenere le spese legate alla vicenda giudiziaria di Youssef, garantendogli gli strumenti necessari per far valere le proprie ragioni. Un appello che vogliamo rilanciare: chiunque abbia a cuore il diritto alla difesa può contribuire, secondo le proprie possibilità.
Youssef Siher, ricercatore e giornalista freelance trentenne del Bresciano, è stato arrestato su disposizione della Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul “Movimento 17 ottobre”. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, gli vengono contestate l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, tutte accuse che sembrano non trovare nessun fondamento nella realtà dei fatti ma essere invece frutto della necessità politica del governo di trovare un capro espiatorio per autoassolversi dal disastro politico, economico e di gestione dell’ordine pubblico di cui è responsabile. Siher è il mostro che va sbattuto in prima pagina per convincere gli italiani che la manifestazione del dissenso non deriva dai fallimenti del governo bensì dalla regia occulta di musulmani e stranieri contro il Paese.
Vista la connotazione politica della vicenda oggi Youssef è Davide contro Golia e si rende quindi ancor più necessario che la difesa disponga di mezzi adeguati. Esaminare gli atti, ricostruire il contesto delle comunicazioni, avvalersi di consulenti e contestare le interpretazioni dell’accusa richiede competenze, tempo e risorse. La possibilità di farlo non dovrebbe dipendere dalla disponibilità economica di una persona o della sua famiglia.
Oggi, accanto alla riflessione, c’è una possibilità concreta di sostegno.
La pagina della campagna indica che i contributi serviranno a coprire spese legali e di perizia, consulenze tecniche, pratiche amministrative e burocratiche e costi logistici connessi al caso. Gli organizzatori si impegnano a destinare interamente le somme raccolte alle spese della vicenda e a gestirle con trasparenza.
È questo il senso dell’appello: mettere Youssef nelle condizioni di affrontare il procedimento e far sentire a chi gli è vicino che esiste una comunità disposta a sostenerlo.
Invitiamo i lettori della Luce a contribuire alla raccolta fondi e a diffonderla. Anche una piccola donazione può aiutare a sostenere le spese. Chi non può donare può condividere il link, facendo arrivare l’appello ad altre persone.
La vicinanza acquista forza quando diventa un gesto concreto. Oggi possiamo compierlo.
Dona al Fondo di solidarietà e giustizia per Youssef Siher



