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Home Israele

Arresti di massa e fuoco sui civili in Israele come vendetta per la sconfitta

by Redazione
Maggio 27, 2021
in Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina
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Arresti di massa e fuoco sui civili in Israele come vendetta per la sconfitta
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L’oppressione coloniale sionista aumenta e diviene ancora più brutale. Arresti di massa e fuoco sui civili in segreto per vendicarsi del fallimento.

La polizia israeliana ha dichiarato di aver iniziato una campagna di arresti di massa contro i manifestanti che si sono mobilitati contro gli sfratti illegali di Shaykh Jarrah.

La mossa del regime sionista viene all’indomani del cessate il fuoco denunciato in massa da ondate i proteste e campagne di cittadini ed attivisti in tutto il mondo che hanno messo pressione all’aggressione israeliana contro i palestinesi.

These detentions by Israeli police tonight are in Lydd, 100s more are planned against Palestinians in 48 in the next 48 hours.
They want to humiliate & terrorise to "discipline" people & make them accept their subordination.
Don't be silent over this.pic.twitter.com/wQRop4gG4U

— Abir Kopty (@AbirKopty) May 23, 2021

Abit Kopty, scrittrice e giornalista palestinese denuncia gli arresti in un tweet mostrando il video di alcuni di essi affermando che “queste detenzioni da parte della polizia israeliana stasera sono a Lydd, altre centinaia di arresti sono previsti contro i palestinesi nelle prossime 48 ore. Vogliono umiliare e terrorizzare per “disciplinare” le persone e farle accettare la loro subordinazione. Non tacete su questo.”

La giornalista riporta anche un video che mostra le forze del regime sionista apartheid sparare sui civili in segreto per non farsi vedere dai video dei civili mentre l’attenzione di media e della politica internazionale continua a diminuire.

The video showing the Israeli police shooting: pic.twitter.com/RK9pPQHyak

— Abir Kopty (@AbirKopty) May 25, 2021

Il video mostra un poliziotto israeliano guardarsi intorno per assicurarsi di non essere filmato per poi muovere come estrema rapidità l’arma per sparare sui civili e poi riporre l’arma come se non avesse sparato. Gli spari vengono seguiti dalle urla strazianti di una donna.

L’invito a mantenere alta l’attenzione sull’apartheid israeliana arriva anche da attivisti e media oltre che da giornalisti che si sono visti censurare e che hanno criticato il silenzio di molti media mainstream dopo il cessate il fuoco.

Intanto in Italia viene revocato lo sciopero degli operatori portuali dai sindacati di Ravenna in quanto il fornitore di armi ha deciso di non caricare il container. Resta la domanda di chi sia il fornitore e che fine farà il container diretto verso il regime apartheid israeliano.

Tags: israelemondopalestina
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