Una lunga attesa notturna, all’aperto, senza servizi igienici e senza un’assistenza organizzata. È questo, secondo l’associazione MuRo27 – Musulmani per Roma 2027, lo scenario che si ripete prima dei giorni di apertura dello sportello asilo politico presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma. Il gruppo – nato a Roma con l’obiettivo dichiarato di portare temi sociali e di cittadinanza nel dibattito in vista delle amministrative del 2027 – ha diffuso un breve video girato la sera del 21 dicembre 2025.
Nel filmato, registrato davanti all’ufficio immigrazione, MuRo27 parla di condizioni “disumane” per persone che cercano di esercitare un diritto riconosciuto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. A commentare è Francesco Tieri, che sottolinea anche il contesto simbolico della città e del periodo: “Siamo a Roma… nell’anno del giubileo e in prossimità del Natale”. E aggiunge: “Se questa è accoglienza… qualcuno provi a convincerci”.
“Nessuna prenotazione, pochi numeri”
Il nodo, secondo l’associazione, sarebbe l’impossibilità di prenotare l’accesso al servizio: “I richiedenti asilo passano tutta la notte qui… senza servizi igienici e senza assistenza alcuna, nella speranza di accedere a un servizio essenziale per il quale non è possibile prenotarsi”, afferma Tieri nel video.
All’apertura degli uffici – prosegue la ricostruzione – verrebbero distribuiti “pochi numeretti”, con il rischio che molte persone restino escluse e siano costrette a riprovarci: “All’apertura vengono consegnati pochi numeretti e chi non ce la fa resta in attesa per il giorno successivo”, sostiene MuRo27, parlando di un meccanismo che può protrarsi “a oltranza”.
L’appello a Sindaco, Prefetto e Questore
MuRo27 chiede un doppio intervento: nell’immediato, misure di assistenza di base durante le ore notturne; sul piano strutturale, un cambiamento delle modalità di accesso allo sportello. Nel video Tieri invoca il coinvolgimento del Campidoglio: “Il sindaco, in qualità di capo della protezione civile, si attivi per i servizi necessari: coperte, vivande e servizi igienici”.
Poi l’appello alle autorità competenti per definire “uno standard umano” di accesso: “Si attivi con il questore e con il prefetto per assicurare uno standard umano di accesso a un diritto fondamentale”, dice Tieri, richiamando l’articolo 10 della Costituzione e l’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
“Venga chi può”
Nel comunicato, l’associazione definisce “indegno” che l’accesso a un diritto garantito debba passare da condizioni di attesa notturna e invoca una risposta istituzionale. Nel filmato, infine, un invito alla cittadinanza: “Nel frattempo, chi può venga a passare qualche ora con questo pezzo di umanità costretto in condizioni disumane”.
Il video diffuso da MuRo27 è disponibile qui: https://youtube.com/shorts/8umR1LXWelc?si=0i1acsSRJB-KWaoy





