• Redazione
  • Contatti
mercoledì, Marzo 4, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Colonialismo

Caso choc Gaza-Music for Peace: no al miele e ai biscotti per i bimbi gazawi perché “troppo calorici”. Ecco cosa si cela dietro la decisione genocidaria israeliana

by rascidjamal@gmail.com
Settembre 28, 2025
in Colonialismo, Israele, Italia, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
0
Caso choc Gaza-Music for Peace: no al miele e ai biscotti per i bimbi gazawi perché “troppo calorici”. Ecco cosa si cela dietro la decisione genocidaria israeliana
0
SHARES
0
VIEWS

Da un porto ordinario si eleva un’accusa storica: mentre l’Italia – e il governo Meloni – ostentano un auspicabile coinvolgimento diplomatico, sul campo un convoglio umanitario viene ostacolato con richieste che rasentano il paradosso e denunciano una strategia di blocco sistematico.

La missione della componente terrestre della Global Sumud Flotilla, coordinata in Italia dall’ONG Music for Peace, ha formulato gli scorsi giorni una denuncia che scuote la coscienza: le autorità israeliane avrebbero imposto la rimozione da ciascun pacco degli alimenti considerati “troppo energetici”, come biscotti, miele e marmellata, ritenuti non idonei per il transito. Da Israele avrebbero chiesto di smembrare i pacchi della missione, secondo quanto testimonia Stefano Rebora, presidente di Music for Peace, spiegando che i beni giudicati “non idonei” dovrebbero essere scartati a spese dell’ONG stessa.

La rimozione di biscotti, miele e marmellata – elementi che in una situazione di stenti possono rappresentare più che semplici cibi di conforto – è stata denunciata con forza dagli organizzatori come una rinuncia volontaria al principio stesso dell’umanitario: nutrire i corpi provati.

Dichiarazioni e polemica politica

Quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che «se lasciamo gli aiuti a terra possono essere consegnati in pochi giorni», la replica degli attivisti è stata durissima. A loro avviso, si tratta di «una falsità». L’azione via terra, spiegano da Genova, non è un’alternativa alla missione navale, ma parte integrante della strategia umanitaria e deve essere condotta in parallelo, sotto garanzia internazionale.

Le autorità israeliane avrebbero invece imposto condizioni operative tali da rendere la consegna diretta impossibile: apertura obbligatoria dei pacchi, controllo sui destinatari locali, restrizioni sul punto d’uscita e continui cambi di regole burocratiche che mutano di giorno in giorno. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento d’incertezza: l’unico valico attivo, il King Hussein Bridge verso la Giordania, può essere chiuso in maniera arbitraria, annullando qualsiasi sforzo logistico.

Rebora ribadisce che le condizioni sono «inaccettabili» e sottolinea: «Abbiamo dieci container fermi in porto e pronti a partire, ma sono settimane che ci propongono condizioni inaccettabili». Per gli organizzatori, il principio di base è chiaro: i pacchi devono restare inviolabili, senza ispezioni arbitrarie o rimozioni selettive, e la consegna dev’essere diretta ai referenti locali, senza passaggi intermedi controllati dalle autorità occupanti. Ogni fase — dal trasporto alla consegna — «deve essere sotto garanzia di organismi neutrali», aggiunge Rebora, ribadendo la richiesta di trasparenza totale.

Il contesto: blocco, attacchi, mobilitazione

La Missione navale della Sumud Flotilla, partita da Genova e da altri porti come Barcellona e Tunisi, con oltre cinquanta imbarcazioni, intende sfidare il blocco navale imposto a Gaza. Negli ultimi giorni, la Flotilla ha denunciato attacchi con droni, jamming delle comunicazioni, scariche luminose e interferenze.

In risposta, l’Italia ha inviato la fregata Fasan con il compito ufficiale di fornire aiuto umanitario e tentare una mediazione. Ma il governo ha contemporaneamente invitato la Flotilla a consegnare gli aiuti a Cipro, da dove sarebbero stati redistribuiti tramite il Latino Patriarcato di Gerusalemme, sotto l’egida vaticana. I promotori hanno respinto questa soluzione, definendola un espediente volto a neutralizzare l’azione politica del convoglio.

Nel frattempo, da Genova sono partiti convogli terrestri con decine di tonnellate di aiuti — circa trecento stimate — che dovrebbero muoversi in parallelo alla missione navale. Prima dell’imbarco, la città ha visto manifestazioni e forti segnali di solidarietà dei lavoratori portuali: gli stessi portuali genovesi hanno promesso che, se la Flotilla perdesse contatto per venti minuti, «bloccheremo tutta l’Europa».

Il governo Meloni appare incerto e contraddittorio, preso tra la volontà di mantenere relazioni con Israele e quella di contenere la crescente pressione popolare.

Questa vicenda non è dunque un semplice episodio logistico, ma un frammento di una più ampia strategia genocidaria di assedio, fame e costrizione. Il termine “genocidio” dunque non è solo una parola militante, ma è già presente nelle denunce internazionali, nei report ufficiali dell’ONU, e negli atti giudiziari intentati da diversi Stati contro Israele.

Tags: Aiuti umanitariBiscotti e mieleblocco umanitarioCorridoi umanitariGazagenocidioGenovaGiorgia MeloniGlobal Sumud FlotillaisraeleMusic for PeaceOng italiane
rascidjamal@gmail.com

rascidjamal@gmail.com

Next Post
Gli aiuti della Flotilla a Cipro: la Chiesa e Mattarella offrono una comoda via d’uscita ad Israele ma la missione punta a rompere l’assedio

Gli aiuti della Flotilla a Cipro: la Chiesa e Mattarella offrono una comoda via d'uscita ad Israele ma la missione punta a rompere l'assedio

Recommended

Libertà sotto attacco: perché colpire il Corano significa colpire la Costituzione

6 mesi ago
“Due volte sulla Terra”: Il mistero coranico del potere sionista e l’ombra dell’escatologia

“Due volte sulla Terra”: Il mistero coranico del potere sionista e l’ombra dell’escatologia

10 mesi ago
The extremism theorem: how Arab regimes dictate anti-Islamic policies to European governments

The extremism theorem: how Arab regimes dictate anti-Islamic policies to European governments

3 anni ago

Popular News

  • Non una nuova guerra, ma sempre la stessa, la coalizione Epstein al servizio del Grande Israele

    Non una nuova guerra, ma sempre la stessa, la coalizione Epstein al servizio del Grande Israele

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sostienici

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Editori della Luce

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • La confessione dell’Ambasciatore Huckabee e il crollo dell’impero americano: “Israele si prenda tutto il Medio Oriente”

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Inizia il Ramadan 2026 (1447 hijri): dalla nostra redazione un Ramadan Mubarak

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.