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Home Coronavirus

Da questa crisi uscirà vincitrice la Germania a spese dell’Italia

by Davide Piccardo
Marzo 15, 2020
in Coronavirus, Economia, Europa, Italia, Prima Pagina
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Questo è un momento difficile per il paese, a causa dell’emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio l’Italia ma anche all’azione predatoria dei mercati finanziari che stanno mandando all’aria il sistema economico italiano. Bisogna quindi rievocare uno dei più grandi economisti italiani Federico Caffè e uno dei suoi saggi intitolato “ripudiare la borsa e socializzare la gestione del risparmio per tutelarlo e finanziare gli investimenti”.

A dare maggiore credito alle riflessioni di Caffè è stata proprio la Lagarde presidente della BCE, la quale afferma “Noi non siamo qui per accorciare gli spread, non è questa la funzione ne la missione della BCE, ci sono altri strumenti e altri attori deputati a queste materie”, ovviamente anche i più fanatici europeisti, stranamente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno criticato la presidente Lagarde, che con le sue parole oltre a far schizzare in alto lo spread ha dato il via libera agli speculatori per appropriarsi delle aziende italiane quotate a borsa affari.

La politica della BCE distrugge l’economia reale

Molti ingenuamente pensano che la Lagarde abbia fatto una gaffe non voluta, ma in realtà non vi è niente di involontario è stata una mossa ben calcolata, come ha tenuto ad affermare il professor Giulio Sapelli, ordinario di economia presso l’Università degli studi di Milano, che senza troppi giri di parole afferma “siamo di fronte alla realizzazione stessa del fallimento del mercato unico e delle regole europee, i tedeschi formeranno il loro dominio economico, fondato sull’impoverimento degli altri stati europei, perché questa politica della BCE distrugge l’economia reale”.

Il professor Sapelli, inoltre, ammonisce il governo e in particolare il ministro dell’economia Gualtieri a non firmare il MES il prossimo 16 Marzo alla riunione dell’eurogruppo, anche se fortunatamente questa sembra sia slittata, con il rammarico espresso da Gualtieri, ministro fantoccio messo al MEF grazie all’endorsment della Lagarde.

La lettera aperta di oltre 157 economisti italiani

In questi giorni non ha fatto notizia la lettera aperta di oltre 157 economisti italiani dei più prestigiosi atenei del bel paese al Presidente del Consiglio dei ministri Conte, al Ministro dell’Economia Gualtieri e al Commissario europeo Gentiloni, gli accademici scrivono che un’emergenza così grave, non adeguatamente gestita, potrebbe portare alla fine della moneta unica e in ultima analisi alla disgregazione finale dell’unione europea. Quali sono le ragioni dello stare insieme se l’UE non è neanche in grado di intervenire efficacemente di fronte ad una crisi che sta colpendo tutti i paesi europei?

Le proposte avanzate dagli economisti sono:

  1. Il finanziamento immediato dei sistemi sanitari dell’unione europea per l’aumento del personale sanitario e dei posti letto,
  2. Un sussidio di disoccupazione temporaneo per tutti i lavoratori a tempo indeterminato e a tempo determinato,
  3. Un indennizzo economico alle famiglie messe in quarantena domiciliare,
  4. Sussidi e apertura di credito alle imprese che devono sospendere temporaneamente l’attività produttiva a causa del Covid 19,
  5. In fine è necessario realizzare un grande piano d’investimenti relativo a infrastrutture e ambiente che rilanci l’economia europea già fortemente colpita dalla crisi finanziaria e ora messa in ginocchio dalla crisi sanitaria.

I firmatari della lettera propongono anche le modalità di finanziamento di tali misure, ossia una specie di eurobond sostenuto da garanzie comuni privi di rischio e quindi caratterizzate da bassi tassi d’interesse (safe asset).

L’intervento da parte dell’autorità monetarie e fiscali

Ancora più radicale è stata la proposta rilanciata dal Finance Times dal professor Emiliano Brancaccio, il quale afferma che nell’immediato è necessario un massiccio e rapido intervento da parte dell’autorità monetarie e fiscali per controllare i mercati dei capitali, fornire liquidità al fine di sostenere la domanda privata e garantire solvibilità nei sistemi bancari e produttivi.

L’enorme piano d’investimenti pubblici

Il Professore esorta la Banca Centrale e i Governi al coordinamento per preparare un’enorme piano d’investimenti pubblici principalmente nel settore sanitario e più in generale nelle aree in cui si verificano i fallimenti di mercato, come nell’ istruzione, nella ricerca, nell’ecologia, nel fare infrastrutture ecc. Il Professore continua scrivendo che se esiste davvero un’Unione ora deve darci un segno altrimenti, con o senza l’Europa dovremmo fare tutto il necessario per superare la crisi.

Una recessione del Paese peggiore del 2008 e del 2011

L’articolo è stato pubblicato il 13 Marzo e nel giro di poche ore il Governo tedesco in piena autonomia e senza ricorrere a letterine da inviare alla Commissione Europea, il Ministro delle Finanze Olaf Scholz ha annunciato un piano di prestiti illimitati con una disponibilità di almeno 550 miliardi di euro per supportare l’economia tedesca, mentre noi in Italia con Conte e Gualtieri, con il paese bloccato pensano che 25mld di euro possono fronteggiare ad una crisi di queste portate, dimenticando che il PIL del paese viaggia all’incirca su 1700mld all’anno che divisi per 12 mesi fanno 140mld al mese, solo questo dato può dare l’idea di quanto si rischi una recessione peggiore di quella del 2008 e del 2011 se non verranno messe sul tavolo tutte le risorse necessarie.

Tags: EconomiaEconomistifinanziamentisistema sanitarioUEunione europea
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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