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Home Cultura

Esattamente 50 anni fa Jimi Hendrix suonò al concerto di Capodanno

by Davide Piccardo
Dicembre 31, 2019
in Cultura, Storie
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C’è stato un tempo in cui l’ultima notte dell’anno la si poteva passare ascoltando un concerto di Jimi Hendrix. Mezzo secolo fa, tra il 31 dicembre del 1969 ed il 1° gennaio 1970, Hendrix tenne 4 concerti al Fillmore East di New York da cui sarebbe stato tratto il disco dal vivo Band of Gypsys (’70).

Una particolarità di quelle performance erano i musicisti con cui Hendrix suonò: Billy Cox al basso e Buddy Miles alla batteria. Un insolito black-power-trio che si sarebbe sciolto di lì a poco ma lasciando un segno indelebile nella storia della musica rock e non solo.

L’evento fu accolto con entusiasmo dalla comunità afro-americana e sembrò anche un sostegno di Hendrix al Black Power Movement. Ma la genesi di quei concerti non aveva nulla a che fare né con l’arrivo del nuovo anno né con la politica. Furono infatti suonati con l’apposita intenzione di ricavarne un disco col quale Jimi Hendrix avrebbe chiuso una controversia legale risalente ad un contratto discografico firmato qualche anno prima.

Jimi Hendrix non avrebbe mai potuto permettere la pubblicazione di un suo disco senz’anima, ed anche Band of Gypsys fu un gran disco. Fu il suo ultimo album, l’unico dal vivo pubblicato mentre era ancora in vita, e fu abbastanza diverso dai precedenti. A febbraio del ’69 si era sciolta, per divergenze col bassista Noel Redding, la band con cui il mondo del rock aveva conosciuto Jimi Hendrix: gli Experience. Il gruppo si era formato nel 1966 a Londra dove Hendrix era dovuto migrare per poter uscire dal circuito black in cui era relegato negli States.

Quando suonò a Woodstock nell’agosto del 1969 stava sperimentando una dimensione diversa dal trio rock e suonò col batterista degli Experience, con Billy Cox al basso, più altri tre musicisti. Sul palco furono introdotti come i Jimi Hendrix Experience ma lui precisò che erano i “Gypsy Sun and Raibows, nient’altro che una Banda di Zingari (Band of Gypsys)”.

Per la notte di San Silvestro 1969 il funambolico chitarrista di Seattle aveva abbandonato l’idea di un ensemble più numeroso ed alla batteria era arrivato Buddy Miles, che già aveva partecipato alle registrazioni di Electric Ladyland (’68). Della formazione di Woodstock era rimasto il bassista Billy Cox, che Hendrix aveva conosciuto ai tempi del servizio militare. Il comune background funky soul dei tre determinò il risultato di Band of Gypsys in cui si sente un Hendrix diverso.

Secondo alcuni blackofili quello è stato il miglior Hendrix ma è oggettivamente impossibile archiviare l’Hendrix rock come uno che aspettasse di suonare con altri musicisti di colore. Però effettivamente il lato A dell’LP Band of Gypsys da solo fa carriera. L’apertura è trascinante ed ipnotica allo stesso tempo con il brano Who Knows in cui per la prima volta si sente un’altra voce insieme a quella di Hendrix, ed è quella di Buddy Miles. Segue Machine Gun, una canzone contro la guerra dove Hendrix con la chitarra imita il suono del fucile a ripetizione (machine gun).

Due brani per un totale di oltre 24 minuti. Il lato B inizia con un brano scritto e cantato da Buddy Miles, Changes, che diventerà un cavallo di battaglia del batterista (col titolo Them Changes). Seguono 3 brani di un Hendrix sempre più figlio dei fiori (Power to Love, Message of Love, We Gotta Live Together). Esistono oggi diverse extended edition, su CD e DVD, di quei Live at Fillmore East, ma l’LP del 1970 conteneva solo brani allora inediti, e le versioni scelte da Hendrix tra le esecuzioni dei 4 concerti.

Dopo quell’esperienza Buddy Miles passò il testimone al rientrante batterista degli Experience, Mitch Mitchell, mentre al basso rimase Billy Cox. Con questo trio Jimi Hendrix prese parte al terzo ed ultimo Festival dell’Isola di Wight ad Agosto del 1970, poche settimane prima di morire all’età di 27 anni soffocato dal suo vomito a seguito dell’assunzione di barbiturici.

Quasi un anno dopo la pubblicazione di Band of Gypsys Miles Davis pubblicò il suo Tribute to Jack Johnson (’71) in cui si avverte una certa influenza di Band of Gypsys, anche se le sessioni per il disco di Davis furono ultimate qualche giorno prima dell’uscita del disco di Hendrix. La spiegazione sta nel fatto che in quel “momento” Jimi Hendrix e Miles Davis stavano convergendo verso una stessa “idea” di fusion tra rock e jazz. Davis non ha mai fatto mistero del fatto che per la sua svolta elettrica avrebbe voluto Hendrix a suonare con lui, e chiese a John McLaughlin di suonare “come” Hendrix. Miles Davis era anche presente ad uno dei concerti da cui fu tratto Band of Gypsys ed aveva apprezzato molto la nuova musica di Hendrix.

Può essere che Hendrix e Davis avrebbero prima o poi suonato insieme, oppure no. Se c’era una cosa di Hendrix della quale si poteva essere certi era la sua geniale imprevedibilità. Se non fosse prematuramente prevalso il lato oscuro della sua personalità sicuramente avrebbe continuato ad inventare ed innovare la musica del ‘900, e forse sarebbe rimasto un musicista rock.

Tags: Jimi HendrixMusica
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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