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Home Colonialismo

Hamas riorganizza le forze e rafforza il controllo su Gaza, governo israeliano in crisi

by Gabriele Repaci
Gennaio 26, 2025
in Colonialismo, Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Hamas riorganizza le forze e rafforza il controllo su Gaza, governo israeliano in crisi
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Nonostante quindici mesi di conflitto devastante con Israele e la perdita di decine di migliaia di vite umane, Hamas sembra emergere come un attore centrale e resiliente nella Striscia di Gaza. Secondo fonti d’intelligence statunitensi, riportate da Reuters, il gruppo avrebbe reclutato fino a 15.000 nuovi combattenti dall’inizio della guerra, compensando così interamente le perdite subite. Questo dato, unito alla ricostituzione delle sue strutture amministrative e militari, rappresenta un segnale evidente di come l’organizzazione islamista stia riaffermando il proprio controllo sull’enclave.

La Resilienza di Hamas

Nonostante l’uccisione di Yahya Sinwar, leader politico di Hamas, e la presunta morte di Mohammed Deif, comandante militare del gruppo – la cui eliminazione non è ancora stata confermata ufficialmente – Hamas dimostra di mantenere una struttura operativa stabile e funzionante.

Le Brigate Ezzedine al-Qassam, il braccio armato del gruppo, si sono ripresentate in grande stile, come dimostrano i video che circolano dalla Striscia, dove centinaia di miliziani, in uniforme, vengono accolti dalla popolazione locale.

Un ruolo cruciale nella riorganizzazione del gruppo è stato giocato da Mohammed Sinwar, fratello minore di Yahya Sinwar. Sotto la sua guida, Hamas ha intensificato l’attività di reclutamento, attirando migliaia di nuovi combattenti e ripristinando le proprie forze armate nella Striscia. Come riportato dal Wall Street Journal, Mohammed Sinwar si è imposto come una figura di spicco all’interno del movimento, coordinando la ricostruzione delle infrastrutture militari e il rafforzamento del controllo del gruppo sulla popolazione locale. Questo processo di rigenerazione militare e amministrativa dimostra la capacità del gruppo di adattarsi rapidamente, nonostante le perdite inflitte da Israele.

Parallelamente, l’apparato civile di Hamas continua a funzionare: i suoi amministratori coordinano lo sgombero delle macerie, supervisionano i convogli di aiuti e ripristinano, seppur parzialmente, servizi di base come acqua e sicurezza. Secondo il portavoce del gruppo, Ismail Al-Thawabta, circa 700 poliziotti sono impegnati nella protezione dei convogli umanitari, garantendo ordine in un territorio devastato.

Un Conflitto Politico Irresolubile

Israele e gli Stati Uniti sembrano puntare su una strategia volta a escludere Hamas dalla gestione di Gaza, ipotizzando un ritorno dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) con il sostegno internazionale. Tuttavia, questo progetto appare irrealizzabile. L’ANP gode di scarso sostegno popolare nella Striscia e la sua presenza è praticamente inesistente. Dal 2007, Hamas ha eliminato ogni forma di opposizione interna, consolidando il proprio potere con il sostegno iraniano e una complessa rete di tunnel che, nonostante i bombardamenti, rimane in parte operativa.

La retorica di Benjamin Netanyahu, incentrata sull’esclusione dell’ANP e sull’impiego di leadership locali indipendenti, si scontra con la realtà sul campo: Hamas non solo è sopravvissuto, ma continua a esercitare un controllo capillare sulla popolazione, gestendo risorse e infrastrutture, nonostante le macerie.

La Percezione Palestinese e la Crisi Israeliana

Un elemento fondamentale per comprendere il conflitto è la percezione di vittoria da parte della popolazione palestinese. Come sottolineato da Michael Milshtein, analista del Dayan Center dell’Università di Tel Aviv, molti palestinesi vedono nella distruzione e nelle perdite umane il prezzo per aver inflitto un duro colpo all’orgoglio nazionale israeliano, specialmente dopo gli eventi del 7 ottobre 2023. Questo sentimento alimenta il consenso verso Hamas, rafforzandone la legittimità agli occhi della popolazione.

D’altro canto, Israele si trova in una posizione politica e strategica complessa. Le azioni militari non sono riuscite a smantellare completamente l’infrastruttura di Hamas, e la mancanza di una visione chiara per il futuro della Striscia rischia di lasciare un vuoto che il gruppo continuerà a colmare.

Il Futuro di Gaza

La ricostruzione di Gaza rimane una sfida monumentale. Con oltre 50.000 morti e infrastrutture ridotte in macerie, la popolazione di 2,3 milioni di abitanti affronta condizioni di vita insostenibili. Mentre la comunità internazionale discute soluzioni per la ricostruzione, Hamas consolida il proprio potere. Il destino della Striscia di Gaza resta incerto, ma il controllo di Hamas sulla regione appare più forte che mai, confermando la sua centralità nel futuro politico e sociale dell’area.

Crediti immagine copertina: AFP

Tags: Aiuti umanitariANPBenjamin NetanyahuBrigate Ezzedine al-QassamconflittoGazaguerraHamasIranisraeleIsraele-PalestinaMichael Milshtein.milizianiMohammed SinwarpalestinaPoliticaresilienzaricostruzioneSicurezzaStriscia di Gazatunnelyahya sinwar
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