Nei giorni scorsi, Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista, ha rilanciato sui social la card del quotidiano Il Tempo nell’ambito di una vera e propria campagna di islamofobia. Sotto il post fa riferimento a una manifestazione per ricordare la nascita del Profeta tenutasi nel quartiere San Donato, a Bologna, organizzata da un’associazione pakistana a cui partecipavano solo credenti maschi. Ciò non rappresenta affatto una Sunna, ma un’usanza di alcuni paesi asiatici, in quanto è permesso alle credenti di partecipare ai riti con la stessa dignità spirituale dei credenti. Non si trattava, tra l’altro, di un rito in moschea, ma probabilmente di una conferenza o di una seduta di preghiera comune, che può pure essere organizzata solo per uomini o solo per donne senza per questo essere discriminatoria.
È comunque inaccettabile che chiunque, a qualunque titolo, parli di ciò che non conosce affatto, insultando una fede praticata da quasi tre miliardi di esseri umani, che non devono chiedere il permesso a nessuno per adorare Allah.
Per arrivare a delegittimare la Comunità, tuonava:
«Questa non è una festa, è discriminazione. E le femministe? Mute. Basta ipocrisie! Stop islamizzazione!», scrive l’eurodeputata leghista.
Poi una foto che rappresentava un vero autogol: ma quale festa musulmana! La foto postata dall’esponente leghista si riferisce a una processione cristiana, come si vede dalla foto sotto. Un autogol che ha fatto il giro del web.
Vista la pessima figura rimediata, Ceccardi ha tolto subito il post da Facebook. Aveva pure messo sulla foto il logo de Il Tempo, un quotidiano che da settimane sparge disinformazione e menzogne contro gli attivisti pro-palestinesi, scoprendo dovunque affiliati ad Hamas (se fosse vero sarebbero diventati popolarissimi in tutto il mondo). Il Tempo è un quotidiano che, per fare felice la lobby sionista, criminalizza chiunque difenda la Palestina a qualunque titolo. Di recente, sulla sua pagina online, ha cercato di ridicolizzare la relatrice dell’ONU Francesca Albanese, rea di aver partecipato a conferenze assieme a nostri fratelli e ad associazioni sanzionate dal governo Trump, lei che tra l’altro in America non può nemmeno più avere un conto corrente. Un quotidiano che non perde occasione di denunciare ogni fatto di cronaca nera in cui compare un immigrato come prova che solo gli occidentali bianchi cristiani sono pienamente umani, con un livello di “giornalismo” e di professionalità su cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso.
Alla fine non le è giovato prendersela con chi celebra il Mawlid an-Nabi, la ricorrenza della nascita del Profeta (su di Lui la pace), una festa di cui ignora tutto e che prende solo come pretesto per infangare. E invece l’unica ridicolizzata è stata lei.
Il primo commento dell’utente “biologicamente_91” è letteralmente:
«Susanna, perdonami ma che caxxo dici? Quella è la processione della Desolata che si svolge qui in Puglia, a Canosa. Ed è una festa cristiana. Buona giornata».
Poi si scatenano i giornali, da La Repubblica a Open e moltissime testate minori. Una figura barbina di ignoranza abissale.
Chissà che ne penseranno in Puglia.






