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Home Cultura

In ricordo di Peter Green e del suo blues emozionale

by Francesco Tieri
Luglio 28, 2020
in Cultura, Musica
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In ricordo di Peter Green e del suo blues emozionale
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Sabato 25 luglio è morto Peter Green uno dei più importanti chitarristi rock-blues. Sostituì Eric Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall senza farlo rimpiangere, fondò i Fleetwood Mac, scrisse Black Magic Woman portata poi al successo da Santana.

Gli esordi

Nel firmamento del british-blues la stella di Peter Green appare nel 1966 quando subentrò ad Eric Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall diventando il secondo della trilogia di grandi chitarristi che Mayall ebbe al suo servizio (il terzo fu Mick Taylor che poi si unì ai Rolling Stones). Nell’unico album coi Bluesbreakers Green (Hard Road, 1967) dimostrò subito tutto il suo valore e potenziale. Il suo personalissimo stile chitarristico e compositivo era già contenuto nello strumentale The Supernatural.

Con i Fleetwood Mac

Insieme Mick Fleetwood (batteria) e McVie (basso), due componenti dei Bluesbreakers, Peter Green diede vita ai Fleetwood Mac (che inizialmente si chiamavano Peter Green’s Fleetwood Mac). Rispetto al pop sound che ha reso famosi i Fleetwood Mac nella seconda metà degli anni ‘70 (Don’t Stop), l’era di Peter Green (’67-’70) è caratterizzata dal suo stile (Albatros) e dal blues (Need Your Love So Bad). Nel 1999 la Blue Horizzon ha riedito i loro primi tre album, le Blues Jam in Chicago con artisti della Chess (My Baby’s Gone con Buddy Guy) ed altro materale (il tutto anche in un unico cofanetto di 6 CD) a cui va aggiunto Then Play On (1969), il primo disco per la Warner/Reprice e l’ultimo con Peter Green, il disco più psichedelico della band (Before the Beginning). Di questo magico periodo la traccia più rappresentativa resta Black Magic Woman un brano poi reso celebre da Santana.

La droga e la malattia

Nell’ultimo anno con i Fleetwood Mac Peter Green iniziò a fare largo uso di LSD ed a maggio del 1970 lasciò la band. A metà degli anni ’70 gli fu diagnosticata la schizofrenia e fu “curato” anche con l’elettroshock. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 Peter Green tornò a fare musica di buon livello (In the Skies) di cui una buona sintesi può essere ascoltata nela compilation Green and the Guitar (1996). 

Lo strano tributo 

Il 25 febbraio scorso a Londra c’è stato un concerto in onore della musica di Peter Green cui hanno preso parte, tra glia altri, David Gilmour, Stevan Tyler, Kirk Hammett e Pete Townshend. In UK il concerto è stato proiettato al cinema nel mese di giugno e per il 19 ottobre è prevista la pubblicazione di un cofanetto già in prevendita da prima della scomparsa del chitarrista inglese. Peter Green non era presente all’evento, neanche come spettatore, e probabilmente ne era all’oscuro. 

Tags: Blueschitarristichitarristi rock-bluesPeter GreenRock-BluesSantana
Francesco Tieri

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