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La proposta israeliana al Marocco: il Sahara in cambio di Gerusalemme

by Davide Piccardo
Febbraio 6, 2020
in Mondo, Prima Pagina
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La proposta israeliana al Marocco: il Sahara in cambio di Gerusalemme
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Israele avrebbe fatto pressioni sugli Stati Uniti affinchè riconoscano la sovranità marocchina sulla regione contesa del Sahara Occidentale, questo in cambio della normalizzazione delle relazioni di Rabat con Tel Aviv.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha cercato a più riprese di spingere per l’accordo l’anno scorso dopo aver avviato colloqui con funzionari marocchini e statunitensi, colloqui che sono seguiti al suo discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre del 2018.

Dopo il suo discorso a New York, sembra che Netanyhahu abbia segretamente incontrato il ministro degli esteri del regno Nasser Bourita per discutere la proposta, l’incontro sarebbe stato organizzato da Yariv Elbaz, un uomo d’affari ebreo di nazionalità marocchina. 

Si dice che Elbaz, un magnate in campo alimentare, sia molto vicino a Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, e che i due si sarebbero incontrati in occasione della visita di Kushner a Casablanca nel maggio del 2019.

Mappa del Sahara Occidentale tratta da Limes

Funzionari israeliani hanno riferito a Chanel 13 che la proposta di Netanyahu sarebbe assolutamente conveniente per tutte le parti, con Israele che aggiungerebbe un altro paese alla lista dei paesi con cui ha stabilito normali relazioni. Il re del Marocco, Mohammed VI, vedrebbe riconosciuta la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale e Trump farebbe la figura di colui che promuove le relazioni arabo-israeliane.

Sembra che mentre l’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, John Bolton, era fortemente contrario all’accordo, dopo le sue dimissioni a settembre, Netanyahu avrebbe risollevato la questione con il segretario di stato Mike Pompeo. Però, la Casa Bianca non avrebbe accettato l’accordo.

Il governo israeliano non ha confermato le voci sull’accordo tripartito di Netanyahu. A dicembre il re Mohammed VI non ha dato il suo consenso ad una visita di Netanyahu a Rabat.

Un alto funzionario israeliano ha detto a Channel 13 che I marocchini erano scontenti della lentezza dei tempi delle promesse di Netanyahu e dei risultati fin lì conseguiti, così come del suo farsi bello delle relazioni clandestine con Rabat per i suoi scopi politici.

Nessuna opzione rimasta

Quello del Sahara Occidentale è stato uno dei più lunghi conflitti al mondo, con diverse potenze regionali coinvolte nelle ostilità.

La Spagna ha lasciato il controllo della regione nel 1975 e Marocco e Mauritania sono entrati in scena reclamando per sé quel territorio.

La Mauritania si è ritirata dalla contesa nel 1984 e ha riconosciuto quella regione come Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR).

Il Marocco, che controlla all’incirca il 90 percento del territorio – incluso le sue tre città principali- l’ha rivendicato come parte integrante del Regno.

Il Marocco ha offerto l’autonomia al Sahara Occidentale, ma il Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria – che ha condotto una Guerra di guerriglia a bassa intensità fino al cessate il fuoco del 1991- la rifiuta e vuole un referendum che abbia l’indipendenza del Sahara Occidentale fra le scelte possibili.

Domenica, un alto funzionario del Fronte Polisario in Algeria ha dichiarato che le scelte loro rimaste sono “l’inasprimento della lotta e l’utilizzo di tutti I mezzi per l’auto-determinazione, compresa la lotta armata qualora tutte le soluzioni politiche fallissero.”

Tags: israeleMaroccoNetanyahuPolisarioPompeoSahara OccidentaleStati Uniti
Davide Piccardo

Davide Piccardo

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