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Home Cultura

L’assassinio di Herb Clutter e della sua famiglia, raccontato da Truman Capote

by Carlo Delnevo
Maggio 28, 2020
in Cultura
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L’assassinio di Herb Clutter e della sua famiglia, raccontato da Truman Capote
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Quel giorno Herb Clutter aveva firmato un’importante contratto assicurativo sulla vita; assicurazione che prevedeva un premio di 40.000 dollari in caso di morte del contraente, premio che sarebbe raddoppiato se la morte fosse sopraggiunta in modo violento e/o accidentale. Herb Clutter era un signore di mezza età, robusto e in perfetta forma fisica; un tipico farmer del mid-west americano, un self made man, che dirige l’azienda agricola da lui stesso fondata e che ha creato praticamente dal nulla. 

Herb Clutter, è un perfetto esempio di American dream, di sogno americano. Un uomo che con tanto lavoro e tanta tenacia è riuscito a costruire il suo piccolo paradiso: una bella famiglia, e soprattutto una grande fattoria dedicata principalmente alla coltivazione del grano – il Kansas ne è tutt’ora un grande produttore mondiale- ma dove non mancano mandrie di pecore e di mucche Hereford, e un frutteto al quale il signor Clutter tiene particolarmente. 

15 Novembre 1959, Kansas, una regione nel cuore degli Stati Uniti dove si stendono sconfinati campi di grano, dove gli autunni sono dolci e luminosi. Novembre nel Kansas è stagione di caccia al fagiano e di cielo blu cobalto. 

Quello del 1959 è un Novembre eccezionalmente mite e la famiglia Clutter – il padre Herb, la moglie Bonnie e i figli Nancy e Kenyon-, dopo una giornata come tante, in cui l’unico avvenimento degno di nota è stato quell’assicurazione di cui si è detto, si riunisce intorno al focolare domestico per l’ultima volta. 

Nella notte, la loro bella casa, che si trova nel mezzo della grande fattoria River Valley, viene visitata da due giovani uomini la cui vita è mille miglia lontana da quella di Herb Clutter e da gli altri componenti della sua famiglia. 

Perry Smith, e Dick Hickok, due giovani appena rilasciati dal penitenziario di Lansing, si ritrovano quindi a Kansas City. 

Dick Hickock, nel tempo trascorso in prigione, ha immaginato nelle lunghe e oziose ore passate a discorrere col suo compagno di cella, tale Floyd Wells, il colpo della vita. Già, perché il suo compagno gli ha raccontato di aver lavorato anni prima, come bracciante, nella fattoria di Herb Clutter, un uomo che lui dice ricchissimo, che doveva avere in cassaforte almeno una decina di migliaia di dollari. Così Dick ha pensato che sarebbe stato facile entrare in quella casa di notte e svuotare quella favolosa cassaforte. 

Con Perry Smith entra nella casa avvolta nell’oscurità della notte, armato di un fucile da caccia. Le cose non vanno però esattamente come previsto: la cassaforte semplicemente non esiste, perché Herb Clutter non teneva denaro in casa preferendo per i suoi affari pagare tutto con assegni.

Dopo ore inutilmente passate a tormentare quella povera famiglia perché ne rivelasse il segreto nascondiglio, in seguito ad un cortocircuito mentale sul quale sarebbero stati scritti interi trattati di psichiatria, Herb Clutter, sua moglie e i suoi figli sono assassinati. 

A Herb Clutter, il primo nella sequenza omicida, fu tagliata la gola per poi essere inoltre fucilato; agli altri tre membri della famiglia viene risparmiato lo sgozzamento, ma non si risparmiano loro le fucilate. 

Quattro morti, un’intera famiglia cancellata in un amen dalla vita e dalla faccia della terra. Ma questa storia non finisce lì. Dick e Perry escono da quella casa col frutto della loro impresa: quaranta dollari e una radiolina portatile Zenith, un oggetto appartenuto a Kenyon, il figlio più giovane. Da quel momento inizia il loro viaggio on the road, il viaggio americano di due giovani assassini. 

Dick ha 28 anni, è figlio di un piccolo agricoltore; è stato un ragazzo intelligente e ha avuto un buon curriculum scolastico fino al termine della High School; vorrebbe diventare ingegnere, ma la sua famiglia non può permettersi il college. Poi, dopo un incidente stradale in cui ha battuto violentemente la testa, la sua vita comincia a sfuggirgli di mano: un matrimonio precoce, un lavoro come autista di ambulanza, i primi piccoli furti, la prigione.

La storia di Perry Smith inizia male quasi subito. Suo padre è un cow boy con nelle vene sangue irlandese e si chiama Tex John Smith; sua madre è una bella ragazza con occhi di cerbiatta, ha l’incarnato e i capelli scuri; è un’indiana Cherokee, e il suo nome è Flo Buckskin (letteralmente Flo pelle di cervo). 

Tex e Flo insieme vivono degli spettacoli di rodeo che organizzano girovagando nell’immenso territorio americano. Li coglie la grande depressione seguita alla crisi finanziaria del 29. Hanno 4 figli che non riescono più a nutrire. Flo sprofonda nell’alcolismo; Tex e Flo si separano. La vita di Perry, che è solo un bambino, comincia la sua lunga deriva. 

Dick e Perry, dopo la notte a casa Clutter, casa dalla quale escono, come si è detto con un miserabile bottino, iniziano un lungo vagabondaggio che li porta prima in Messico dove sognano di trovare l’avventura e una nuova vita; la nuova vita è solo un’illusione che durerà una manciata di giorni. Seguirà il ritorno negli States, e dopo un mese di vagabondaggio, gli agenti del Kansas Bureau of Investigations (KBI), messi sulle loro tracce dall’ex compagno di cella Floyd Wells, riusciranno ad acciuffarli. Floyd raccontò dei progetti criminali di Dick per ottenere la taglia promessa a chi avesse fornito indicazioni utili alla cattura degli assassini.

Il destino di Dick e Perry è segnato. Concluderanno la loro esistenza, il 14 aprile del 1965 nel carcere di Lansing, appesi ad una forca. 

Capote si recò a Holcomb nel Kansas, insieme ad Harper Lee, l’autrice di un altro grande romanzo dell’epoca, “Il buio oltre la siepe”, per seguire quel delitto la cui eco, per l’inusuale efferatezza che l’aveva caratterizzato, era giunta fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Sarà l’inizio di un lavoro che lo terrà impegnato per sei anni; un lavoro di cronista che però, con la cattura dei due giovani assassini, porterà l’autore ad immergersi profondamente nella storia, che seguirà fino all’impiccagione di Dick e Perry. 

Questa vicenda Truman Capote la racconta in A sangue freddo, un libro semplicemente perfetto. Capote è un intellettuale e scrittore gay newyorkese allora di gran moda, autore di libri brillanti e di grande successo come Arpa d’erba e Colazione da Tiffany; libri il cui glamour leggero è però distante mille miglia da quella storiaccia maturata in un oscuro angolo dell’America profonda; una vicenda truculenta e sordida che però nelle mani di Capote sarà capace nel tempo in modo indelebile di parlare alla mente e al cuore di milioni di persone; un libro che avrebbe addirittura inaugurato un nuovo genere letterario, la No- Fiction Novel o, detta in italiano, il romanzo-verità.  

Pagina dopo pagina l’autore prende per mano il lettore conducendolo nella vita dei protagonisti, di cui riesce a sondare l’anima così intensamente e così profondamente che leggendo si ha quasi la sensazione di conoscerli di persona: la famiglia Clutter, Al Dewey il detective, la vita in apparenza insignificante degli abitanti di Holcomb, Dick e Perry, i loro desolati e desolanti genitori, e su tutto e su tutti stende la sua incontenibile pietà umana; perché da quella storia la pietà, anche e forse soprattutto per i due assassini, scorre abbondante e lenificante come l’acqua di un placido fiume. Truman Capote, dopo aver scritto In Cold Blood, non riuscirà a scrivere più nulla, come se tutto quel dolore l’avesse prosciugato per sempre.

Tags: assassinioHerb ClutterKansas CityRomanzoromanzo-veritàTruman Capote
Carlo Delnevo

Carlo Delnevo

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