• Redazione
  • Contatti
venerdì, Marzo 20, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Israele

Soldati israeliani violentano palestinese: imprigionata la procuratrice che ha fatto circolare il video

by Redazione
Novembre 8, 2025
in Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
0
Soldati israeliani violentano palestinese: imprigionata la procuratrice che ha fatto circolare il video
0
SHARES
11
VIEWS

L’ammissione della fuga di notizie da parte della procuratrice militare israeliana Yifat Tomer-Yerushalmi, che ha diffuso il video della brutale violenza sessuale subita da un detenuto palestinese nel centro di detenzione di Sde Teiman nel 2024, ha scatenato in Israele un terremoto politico e mediatico. Ma il centro del dibattito, invece del crimine, è diventato chi ha osato denunciarlo.

Il Palestinese detenuto è stato vittima di uno stupro di gruppo da parte di cinque soldati israeliani. Le sue ferite – rottura dell’intestino, danni polmonari e costole fratturate – sono state documentate da fonti mediche israeliane e rivelate dal quotidiano Haaretz. Eppure, mentre il video diffuso mostrava l’orrore dell’abuso, l’attenzione pubblica e politica si è concentrata non sui colpevoli, ma su chi ha svelato la verità.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito la fuga di notizie “uno degli attacchi di pubbliche relazioni più gravi nella storia d’Israele”. I suoi ministri hanno accusato Tomer-Yerushalmi di “tradimento”, trasformando l’atto di denuncia in un presunto crimine contro lo Stato. Il ministro dell’Energia Eli Cohen l’ha accusata di aver “pugnalato alle spalle i soldati”, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato addirittura di “diffamazione di sangue”.

Dietro questo linguaggio infuocato si nasconde una strategia politica consolidata: spostare l’attenzione dall’abuso sistemico dei palestinesi alla narrativa della “lealtà militare” e della “sicurezza nazionale”. Chi denuncia la violenza, in questo schema, diventa il nemico.

Nel frattempo, la procuratrice è stata arrestata e incriminata per frode, abuso d’ufficio e ostruzione alla giustizia, mentre i cinque soldati sospettati di stupro hanno visto le loro accuse ridotte a “maltrattamento grave”. Alcuni di loro si sono persino presentati davanti alla Corte Suprema mascherati, protetti dall’anonimato e dall’impunità.

La vittima palestinese, nel frattempo, è stata rimandata a Gaza durante uno scambio di prigionieri e probabilmente non potrà testimoniare.
Il risultato è che nessuno dei colpevoli rischia una vera condanna, e la macchina politica israeliana usa il caso per continuare a delegittimare la magistratura e coprire i crimini contro i palestinesi.

Come ha detto la giornalista Orly Noy, in Israele “la parola ‘stupro’ è praticamente scomparsa dal discorso pubblico”.
Il dibattito è diventato una lotta interna tra istituzioni, dimenticando completamente la vittima e ciò che rappresenta: la violenza strutturale dell’occupazione e il disprezzo istituzionale per la vita palestinese.

Il caso Sde Teiman non è solo una storia di abuso individuale, ma un simbolo del collasso morale e politico di uno Stato che pretende di essere democratico mentre perpetua l’impunità dei suoi carnefici.
Chi ha tentato di far emergere la verità è oggi accusato di tradimento; chi ha commesso il crimine, difeso come un patriota.

Un capovolgimento etico perfetto per un sistema costruito sull’inversione della realtà.

Tags: abusi in carcereabusi israelianiBenjamin Netanyahuconflitto israelo-palestinesecrimini di guerradenunciadetenuto palestineseDiritti Umaniesercito israelianogiornalismo d’inchiestagiustizia negataimpunitàisraeleOccupazionepalestinaPalestina liberaRepressionescandalo militareSde Teimansolidarietà con la Palestinaverità censuratavideo trapelatoviolenza di Statoviolenza sessualeYifat Tomer-Yerushalmi
Redazione

Redazione

Next Post
Legge Anti-Islam e la fine della democrazia: l’immagine razzista con IA, l’odio di Salvini e la Costituzione calpestata

Legge Anti-Islam e la fine della democrazia: l'immagine razzista con IA, l'odio di Salvini e la Costituzione calpestata

Recommended

Presentato l’ottavo rapporto annuale sull’islamofobia in Europa

Presentato l’ottavo rapporto annuale sull’islamofobia in Europa

3 anni ago

[Raccolta video] Ecco le testimonianze dei prigionieri palestinesi censurate che rivelano atroci abusi nelle carceri israeliane

2 anni ago
Ilan Pappe: possiamo sconfiggere la lobby

Ilan Pappe: possiamo sconfiggere la lobby

2 anni ago

Popular News

  • Hamza Roberto Piccardo ed il Referendum Magistratura: perché ho invitato i musulmani a votare No

    Hamza Roberto Piccardo ed il Referendum Magistratura: perché ho invitato i musulmani a votare No

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Morte di Ali Larijani: il “pugno di ferro” USA-Israele e il paradosso della resilienza iraniana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Teheran apre al negoziato ma alle sue condizioni: Khamenei e Pezeshkian parlano con una sola linea della chiusura delle basi USA nella regione

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Analisi dettagliata degli Epstein Files su cannibalismo, satanismo ed Epstein in vita: le anomalie che potrebbero far crollare l’Occidente

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Mazal Tov, Tel Aviv: l’analisi strategica di come Teheran sta bucando la difesa antimissile israeliana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×