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Home Cinema

Blues e psichedelia per la serie RAI sull’Alligatore di Carlotto

by Francesco Tieri
Dicembre 22, 2020
in Cinema, Cultura, Musica
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A 25 anni dalla pubblicazione del primo romanzo di Massimo Carlotto sulle avventure pulp di Marco Buratti, detto l’Alligatore, è sbarcata in Rai la serie TV basata su alcune storie di questa singolare saga. Proprio come nei libri di Carlotto grande protagonista della serie è la musica

Prodotta da Rai Fiction e Fandango, con la regia di Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi, la serie TV L’Alligatore ha subito riscosso un discreto successo in anteprima su rai fiction per poi difendersi bene su Rai2 dove la prima puntata è andata in onda nel giorno della scomparsa di Maradona che aveva oscurato quasi ogni cosa. Proprio come nei romanzi di Carlotto da cui la serie è tratta grande protagonista è la musica con un’accurata selezione di incisioni anche vintage, riuscite esibizioni live, e con le musiche originali di Teho Teardo. Il regista Daniele Vicari ha detto: “per dare una forma al nostro Alligatore io sono partito proprio dalla musica”. 

 Il Blues 

Tra le caratteristiche che rendono unica la produzione hard boiled di Massimo Carlotto c’è il continuo riferimento al blues nelle sue storie sull’Alligatore. Il blues è forse il genere musicale col più alto rapporto tra il numero di persone che lo nominano e quelle che poi effettivamente lo ascoltano. Perfino nel film cult Blues Brothers si suona tanta musica che sostanzialmente non è blues. Carlotto invece nei suoi libri cita brani, artisti, e perfino strumenti musicali del blues più autentico. “Il blues non è musica per tutti” dice il protagonista Marco Buratti nella prima puntata. “Se è per questo non è musica neanche per me” gli risponde l’inseparabile Beniamino Rossini dopo avergli fatto notare lo scarso seguito di ascoltatori per l’esibizione di un musicista blues. “Per carità il blues è il blues, però…” aggiunge poi ironicamente sempre Beniamino.

Tra i brani scelti per la colonna sonora ce ne sono molti di Barbara Dane e due di Frederick Douglass Kirkpatrick, una donna bianca che canta il blues ed un uomo nero che suona anche il country, ma soprattutto due musicisti di prim’ordine che si sono distinti anche per l’attivismo politico. Intenso il brano Hell No con Barbara Dane che canta senza accompagnamento strumentale. Tra gli italiani si distinguono i Guano Padano con Black Boy che non ha nulla da invidiare al sound di una rock-blues band americana.  

La musica dal vivo

Molte scene sono girate nel locale gestito dall’Alligatore dove si suona musica dal vivo e dove lui vive al piano superiore. Un “locale dove ancora si suona il blues” e dove nelle prime due puntate si esibiscono due musicisti italiani di tutto rispetto con le loro band. Nella prima puntata è il bluesmen romagnolo Antonio Gramentieri in arte Don Antonio, a tenere il palco mentre nella puntata successiva è la volta di Antonio Rigo Righetti, anche bassista di Ligabue, che esegue la sua All my Soul. 

La dimensione del live pub è fondamentale per un certo tipo di musica che non sia di plastica e nella serie non poteva quindi mancare questo locale-abitazione in mezzo alla laguna veneta. 

La psichedelia e le donne

L’esperienza del carcere di Marco Buratti gli induce una condizione di “separazione” che il blues esprime appieno. Ma uno stato ricorrente nella mente del protagonista è quello dai contorni offuscati dal Calvados, un liquore che l’Alligatore beve come fosse acqua. Questa dimensione è rappresentata magistralmente dalle sonorità psichedeliche scelte dal poliedrico Teho Teardo a cui è stato affidato il compito di scrivere le musiche originali. Il tema principale ricorda e dilata un certo tipo di atmosfera degli spaghetti-western mentre 3 vere e proprie canzoni sono affidate alla voce di Susanna Buffa: Red Nizza, Train of Thought, e soprattutto My Model Man che è un po’ la sigla della serie. E’ qui che si realizza l’alchimia perfetta tra musica ed immagini perché se è vero che i protagonisti principali della serie sono due uomini, l’Alligatore e “zio” Beniamino, la componente femminile gioca un suo ruolo importante più che nei romanzi di Carlotto. Greta, la donna con cui l’Alligatore ha un rapporto complicato e che è interpretata da Valeria Solarino, è un personaggio che cattura l’attenzione col suo fare ansimante, col suo modo di tenere in mano la sigaretta e soprattutto quando canta (in playback). Alla sua immagine sensuale sono affidati i brani di Teho Teardo, cantati da Susanna Buffa, che con una produzione internazionale a quest’ora sarebbero passati in tutte le radio.

Tags: AlligatoreBluesCarlottoRAISerie
Francesco Tieri

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