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Home Palestina

La profanazione di Al Aqsa rivela il doppio standard occidentale

by Donatella Salina
Aprile 17, 2022
in Palestina, Voci
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La profanazione di Al Aqsa rivela il doppio standard occidentale
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Da diversi mesi i sionisti fanno incursione all’interno della Moschea Al Aqsa a Gerusalemme Est e provocano disordini. Ieri sono entrati per l’ennesima volta.

L’intervento della polizia e dei sionisti con il lancio di granate assordati e lacrimogeni ha provocato decine di feriti e 400 arresti. Questi raid sono purtroppo frequenti e rispondono a motivazioni ideologiche di pulizia etnica e religiosa contro la popolazione palestinese.  

la popolazione palestinese che viene a pregare alla Moschea Al Aqsa di Gerusalemme deve fare i conti da anni con la prepotenza delle bande sioniste. Alle prepotenze quotidiane verso i fedeli si aggiungono agli atti di barbarie commessi dall’esercito occupante capace di bloccare una partoriente o un malato grave ad un posto di blocco fino a provocarne la morte o ad ammazzare a freddo bambini di 13 anni.

La moschea è  gestita da un Waqf (Ente fiduciario di gestione dei beni religiosi) giordano con un accordo siglato con Israele che impedisce ai non musulmani l’accesso al sito di preghiera visto il pericolo che corrono i musulmani che si recano a pregare in questo Luogo Santo .

I coloni non rispettano questo accordo neanche nel mese del Ramadan e si introducono illegalmente sulla Spianata per disturbare i credenti e con il fine ultimo di distruggere la Moschea per riedificare il mitico Tempio di Salomone. Sono entrati nella moschea con le scarpe e armati, esercito e polizia,  profanando il luogo Santo, mentre i fedeli stavano pregando dopo la rottura del digiuno di Ramadan.

La reazione dei palestinesi ha innescato l’intervento della polizia che ha colpito le vittime con granate assordanti e lacrimogeni  e non gli aggressori. Alla fine si sono contati decine di feriti di cui 6 gravi e circa 400 arresti tra cui anche 3 giornalisti che stavano documentando i fatti. I sionisti hanno perfino ostacolato i soccorsi dei feriti.

 A differenza dell’anno scorso, quando ci fu una mobilitazione dell’opinione pubblica occidentale e araba, quest’anno i sionisti hanno approfittato del fatto che l’attenzione del mondo è concentrata sulla guerra in Ucraina per fare i loro sporchi comodi sulla pelle dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.

Stupisce il fatto che il mondo si sia mobilitato in massa appoggiando la lotta armata e addirittura la formazione di  sedicenti Brigate Internazionaliste ( in realtà  dirette da agenti segreti USA ) in Ucraina mentre si rifiutano di considerare legale la lotta armata contro l’ occupante israeliano.

Quando qualche palestinese reagisce o si organizza contro i coloni razzisti e contro i soldati ( che hanno ucciso recentemente a freddo una donna palestinese madre di sei figli mentre camminava per andare a trovare una amica )  vengono tacciati di terrorismo. Come al solito doppio standard tra gli ucraini buoni ed il resto del mondo cattivo se si ribella nella parte del mondo dominata dagli amici della Nato . .

Per un conflitto come quello ucraino si invoca il genocidio ed una nuova Norimberga mentre per le decine di migliaia di morti e mutilati palestinesi nessuno muove un dito.

Si tratta di un popolo che lotta da 60 anni a mani nude contro uno Stato super armato capace di passare sopra una volontaria con un carro armato come e accaduto all’americana Rachel Corrie nel 2003 massacrata a freddo mentre  cercava di impedire la demolizione di una casa. Detto per inciso, alla famiglia fu negato il risarcimento perché  il giudice sentenziò che Rachel se l’era cercata, né più né meno.

Questo è il trattamento che ricevono nei Tribunali i palestinesi e gli attivisti che cercano di difendere i diritti umani in Palestina compresi i non violenti. Per i democratici interpreti del verbo globalista ormai i popoli sono radioattivi cosi come lo sono per i neocon…i palestinesi lo sono in particolare.

Solo la mobilitazione internazionale può far recedere l’entità  sionista dal suo proposito genocida. Sarebbe ora che fosse riconosciuto un reale diritto di autodeterminazione per i popoli che scavalchi le esigenze geopolitiche e nel caso dei palestinesi dia loro terra, vita, diritti e libertà, un Governo e uno Stato.

Non è  possibile che siano definiti terroristi e colpiti da sanzioni coloro che fanno la stessa cosa che stanno facendo altri popoli che vengono invece armati da Europa e USA.

L’ opposizione dell’ Occidente contro il Governo di Gaza ad esempio non ha nulla di etico. L’Occidente ha appoggiato in passato oltre che diverse dittature militari ( macellai come Augusto Pinochet o il generale Videla ) i peggiori banditi che praticavano la lotta armata contro le esigenze della popolazione, gente senza scrupoli che attuava atrocità contro i loro avversari e che si faceva scudo con la popolazione civile : dai contras in  Nicaragua, dell’UNITA in Angola, al RENAMO in Mozambico  ai terroristi del PKK in Turchia fino a foraggiare il jihadismo kharigita. 

Sono stati USA e UK a svuotare con soldi ed armi ai jihadisti e non agli insorti la rivoluzione siriana del 2011 riducendo il Paese nella  situazione pietosa in cui si trova pur di destabilizzare l’area.

L’Occidente parla di democrazia ed esporta le bombe. Quando si trattava di sostenere invece con i fatti  i legittimi interessi delle popolazioni oppresse non ha fatto nulla. Nel 1960 a Parigi furono uccisi 150 algerini dalla polizia francese solo perché partecipavano ad un corteo per l’ indipendenza dell Algeria, i loro corpi furono gettati nella Senna. Un eccidio feroce degno di una dittatura latino americana.

A 60 anni dall’indipendenza dell’area del Vicino Oriente e a 70 dalla promulgazione della Carta delle Nazioni Unite i palestinesi attendono ancora giustizia. E con loro iracheni, siriani, libici e tanti altri popoli ai quali la democrazia non ha portato né pane né pace.

I palestinesi attendono la fine del regime neocoloniale di apartheid sionista inaugurato nel 1947  e non solo ancora vigente, ma sempre più insopportabile.

Tags: Al AqsaisraelepalestinaSionismoUcraina
Donatella Salina

Donatella Salina

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