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Home Israele

Le dichiarazioni della spia israeliana Jonatan Pollard: “avremmo dovuto tappare la bocca delle famiglie degli ostaggi israeliani”

by Redazione
Novembre 24, 2023
in Israele, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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In una dichiarazione che sta facendo discutere, l’ex analista dell’intelligence della Marina americana e spia israeliana condannata, Jonathan Pollard, ha suscitato polemiche suggerendo che le famiglie degli ostaggi israeliani dovrebbero essere incarcerate per impedire loro di parlare apertamente. Pollard, che ha trascorso tre decenni in una prigione della Carolina del Nord per aver spiato gli Stati Uniti per conto di Israele, ha fatto questi commenti come parte della sua prospettiva sul conflitto in corso tra Israele e Hamas.

Parlando ai media israeliani, Pollard ha espresso la convinzione che, in tempo di guerra, il governo israeliano avrebbe dovuto dichiarare lo stato di emergenza nazionale e costringere le famiglie degli ostaggi a mantenere il silenzio. Ha sostenuto: “Quando Israele ha dichiarato guerra, la prima cosa che il governo avrebbe dovuto fare era dichiarare lo stato di emergenza nazionale e dire a tutti gli ostaggi: ‘Tenete la bocca chiusa o ve la chiuderemo noi.'”

Pollard ha sostenuto che il governo israeliano avrebbe dovuto impedire alle famiglie di “interferire” con la loro gestione della guerra, suggerendo che queste famiglie avrebbero potuto essere manipolate dalla comunità internazionale o dalla sinistra israeliana per agire contro gli interessi del governo.

L’ex spia è stata particolarmente critica nei confronti dell’uso di poster raffiguranti persone rapite, affermando: “Ero assolutamente contrario a questi poster ‘rapiti’ perché ognuno di loro era un dardo avvelenato”. Pollard ha lasciato intendere che tali manifestazioni servivano solo a complicare ulteriormente la situazione.

Le controverse osservazioni di Jonathan Pollard arrivano in un momento delicato poiché Israele e Hamas hanno concordato un cessate il fuoco. Si prevede che il cessate il fuoco porterà al rilascio di alcuni ostaggi israeliani, con almeno 50 dei circa 240 prigionieri detenuti da Hamas che saranno liberati in cambio di 150 detenuti palestinesi nell’arco di quattro giorni.

La storia di Pollard è segnata dallo spionaggio, avendo fornito a Israele migliaia di pagine di informazioni top-secret sugli Stati Uniti, compresi dettagli sull’intelligence militare e tecnica riguardante l’Unione Sovietica, gli stati arabi e il Pakistan. Il suo rilascio dal carcere nel 2020 e la successiva emigrazione in Israele sono stati il risultato di ampie pressioni da parte del governo israeliano.

Resta da vedere come il controverso punto di vista di Pollard sulla gestione delle situazioni di ostaggi sarà accolto dall’opinione pubblica e dalle autorità, data la natura delicata del conflitto in corso nella regione.

 

?Freed spy Jonathan Pollard says families of Israeli hostages should have been jailed to shut them up and posters of the captives should never have been hung so as to allow Israel a free hand in prosecuting this war. pic.twitter.com/vxC9yk3dE3

— Noga Tarnopolsky נגה טרנופולסקי نوغا ترنوبولسكي? (@NTarnopolsky) November 23, 2023

Tags: Gazaisraelejonatan pollardpalestinaSionismo
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