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Home Aisha Silvia Romano

Aisha e le false amiche delle musulmane che non tollerano l’Islam

by Donatella Salina
Luglio 10, 2020
in Aisha Silvia Romano, Dibattito, Fede, islamofobia, Musulmani, Voci
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Aisha e le false amiche delle musulmane che non tollerano l’Islam
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Quando una donna musulmana trova la sua libertà la sinistra è misogina e sessista quanto la destra. Si sono sprecati, come al solito sui social i comment volgari, misogini e sessisti contro la sorella Silvia Aisha Romano o altre sorelle che hanno ritrovato la loro libertà ed un autentico senso della vita nella via islamica e per questo indossano il hijab.

Non voglio soffermarmi sulla polemica di cui abbiamo ampiamente parlato nelle pagine di questo giornale ma piuttosto sulla filosofia regressiva, neo-coloniale, misogina e sessista che c’è sotto e che solo pochissimi intellettuali occidentali rifiutano. 

Anche a sinistra non ci fanno una bella figura. Prima di tutto da nessuna parte si parla di una questione che è alla base di ogni scelta per ogni donna o uomo musulmano: la spiritualità. 

Si indossa il velo per obbedienza a Dio, per completare una fede appena nata e per porre una distanza tra noi e l’esprit des temps ma le tre questioni non sono tutte della stessa importanza.

Il rapporto insondabile del cuore umano con Dio è quello che sfugge a questi analisti che non si mettono mai e poi mai nei panni di chi ha la fede; semplicemente per un senso di malcelata violenta e proterva superiorità intellettuale e morale che millantano nei nostri confronti. 

Il colonialismo non è mai morto e nel momento in cui abbracciamo l’islam perdiamo parte dei nostri reali diritti nella misura in cui altri acquistano ingiusti privilegi.

Veniamo addirittura rimproverate, come ha fatto la blogger Tiziana Ciavardini , perché secondo lei non ci ricordiamo delle povere sorelle maltrattate e costrette al chador dai cattivoni iraniani o sauditi.

Dimenticando che una delle principali modalità di distruzione della personalità musulmana durante il colonialismo fu proprio spogliare le donne indigene non solo degli abiti tradizionali ma anche di ogni possibilità di ribellarsi alla colonizzazione ritenuta da tutti fattore di progresso.

https://laluce.news/2019/11/05/colonialismo-e-laicismo-la-francia-guerra-contro-le-donne-musulmane/

Non riusciranno ad assimilarci perché per noi il metro del bene e del male è definito da Dio e non dall’essere umano.

Sono contraria al velo imposto per ragion di Stato e penso che l’obbedienza all’obbligo divino debba venire dal cuore piuttosto che dalla coercizione, ma vorrei far notare che sono un centinaio di anni che l’Occidente impone lo svelamento.

Basta pensare allo Shah Reza Pahlavi e a Fara Diba o alle intellettuali occidentalizzate che si fanno beffe della fede e alle spose di tiranni come Suzanne Mubarak tutte senza velo in abiti occidentali e spesso con atteggiamenti poco nobili rispetto alla religione.

Si tratta di un discorso che parte dall’abbigliamento per frugare dentro l’anima, strappando pezzo per pezzo il legame che ci rende attaccati ad Dio.

Per me l’Islam è un sistema di liberazione dell’essere umano da ogni idolatria terrena compreso lo Stato moderno, il capitalismo e l’ideologia usuraia delle multinazionali della finanza per costruire invece un mondo solidale di persone libere ispirate da principi religiosi autentici e nobili quindi contro ogni totalitarismo.

Detto ciò non capisco cosa c’entriamo noi musulmane occidentali con contesti totalmente differenti in una situazione di debolezza come quella che viviamo qui.

Sarebbe come incolpare un cristiano congolese della presenza di sacerdoti pedofili in Germania.

Noi da decenni difendiamo i diritti delle donne come Dio comanda e non abbiamo alcuna necessità di prendere lezioni da codeste presunte liberali (spesso mute sulla Palestina quanto ciarliere sulle malefatte dei talebani o degli ayatollah), penso che ogni popolo debba scegliere come governarsi senza ingerenze da parte delle grandi potenze.

Se la maggior parte delle iraniane vogliono il velo devono essere lasciate in pace ed hanno il diritto di lottare contro le ingiustizie senza mancare di rispetto alla loro cultura e religione, senza subire embarghi e senza paura che casa loro venga democraticamente invasa da “liberatori”.

Abbiamo pagato un pesante tributo in termini di islamofobia in tutto il mondo laddove siamo in minoranza. Le nostre sorelle sono state martirizzate a causa del velo come è accaduto ad una professoressa di origine medio orientale in Germania vittima dei neonazisti perché velata o le tante donne musulmane stuprate in Bosnia o uccise in India ed in Cina.

Per loro non vengono scritti best sellers.

Una parte della società civile di sinistra e di destra ha capito e ci appoggia, ma la maggioranza preferisce difendere una assassina dalla pena di morte ( sempre in Iran ) e chiudere gli occhi davanti ai terroristi filo imperialisti che operano in Iran ed in Turchia piuttosto che ammettere la possibilità di portare il velo per fede e senza alcuna costrizione. 

Bisogna essere profondamente stupidi per abboccare alla strategia di chi ti mette davanti ogni giorno una presunta lapidata o un caso di femminicidio in Iran e Pakistan sapendo che anche qui è esattamente la stessa cosa.

Le vittime musulmane vengono usate contro la loro stessa comunità e patria anche quando l’assassinio viene punito severamente dalle autorità. 

È un gioco sporco che il giornalismo occidentale, i bloggers gli attivisti praticano da decenni contro quei paesi geopolitcamente nemici o non troppo amici, come la Turchia,  l’Iran o il Pakistan per rendere docili i loro governi.

Avete mai visto la denuncia di femminicidi in Malawi ? In Angola ? In Madagascar? Semplicemente non si possono sfruttare politicamente. 

Il vulnus di fondo che si cela in queste indagini giornalistiche è la riduzione dell’altro a misura dei propri pregiudizi e la pretesa di dettare ad altri popoli cosa devono fare e cosa devono essere.

In Occidente si può essere gay o lesbiche, le giovani possono tendere all’anoressia o andare in giro con i capelli verdi, si può essere pastafariani ma non si può essere musulmani. 

Invece la libertà autentica é quella che ti sgancia da qualunque padrone, ti rende incontrollabile e incorruttibile quindi non più servo di un sistema che dietro la facciata libertaria e liberista nasconde lo sfruttamento feroce dell’essere umano per il profitto di pochi e la negazione dell’umanità 

Un sistema che alimenta le sue droghe ( guerra, alcool, fumo gioco d’azzardo, prostituzione, pedofilia, pornografia ) e che non ama chi da ogni droga si vuole liberare.

Tags: diritti delle donnediscriminazionidonne musulmanefemminicidioHijabIslamSpiritualità
Donatella Salina

Donatella Salina

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