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Bimbo morto dopo il vaccino: giornali si affrettano ad escludere il nesso, i risultati dell’autopsia però non si conoscono ancora

by Davide Piccardo
Dicembre 12, 2019
in Italia, Prima Pagina
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Pochi giorni fa in provincia di Bergamo, due gemellini di 5 mesi, poche ore dopo essere stati sottoposti al richiamo vaccinale obbligatorio uno è morto l’altra è finita in terapia intensiva in condizioni critiche. Dopo solo quattro giorni il “Giorno di Bergamo” si è affrettato a farci sapere che il piccolo Zakaria “non sarebbe morto a causa del vaccino”. È lo stesso giornale che ci informa che l’autopsia effettuata sul piccolo dal Prof. Bulfamante è stata eseguita Sabato 10 Dicembre.

La cosa strana però è che dei risultati dell’esame autoptico ancora non ne ha notizia nessuno neanche i genitori del bambino e ci potrebbero volere fino a due mesi prima della loro diffusione pubblica. Allora come si fa ad affermare “che all’origine del decesso del bimbo potrebbe esserci una infezione batterica”? Le possibili ipotesi sono due. O c’è stata una fuga di notizie, cosa grave in un caso cosi delicato e di importanza cruciale per la salute pubblica, dove il dibattito sulla sicurezza delle vaccinazioni obbligatorie è particolarmente accesso in tutto il paese, o in modo ugualmente grave, il giornale in questione sta affermando il falso chissà con quali scopi. Lo stesso dicasi per “Bergamo News”. Per il momento dobbiamo pensare che Francesco Donadoni abbia inventato una notizia? Un evento del genere non può e non deve passare sotto silenzio nè lo si può derubricare cosi facilmente.

Quante sono le cause che possono far morire e mettere a rischio di vita due bambini nel giro di poche ore? Pochissime. Neanche il tanto temuto virus Ebola, il colera, il tifo o la difterite possono essere tanto virulenti.

Parlare di infezione batterica è semplicemente assurdo. Qualunque medico penserebbe immediatamente più ad una intossicazione, un avvelenamento, al massimo ad una reazione allergica dalle modalità però tutte da chiarire.

La relazione causa effetto con le vaccinazioni effettuate, non solo in termini temporali, ma anche perché ha interessato entrambi i bambini, ha un grado di probabilità altissimo. Assolvere i vaccini quale causa della tragedia significherà non solo escluderne la responsabilità, cosa quanto mai difficile, ma anche dare un nome e cognome a una causa diversa, diversamente il semplice principio di precauzione dovrebbe farla da padrone: primum non nocere.

L’AIFA per molto meno ha ritirato diversi farmaci dal commercio, ma ora dove è l’AIFA? E il ministero della Salute come si è pronunciato a proposito? Il silenzio è assordante.

Come se non bastasse,  entrambi i bambini erano in ottima salute quando si sono presentati per il richiamo vaccinale, diversamente non sarebbero stati vaccinati dal medico incaricato. Perché forse c’è anche un’altra ipotesi che si dovrà fugare. Se dalle analisi dei lotti in corso da parte dei Nas non dovesse risultare nulla di anomalo, allora si potrebbe pensare che questi bambini non erano in condizioni idonee per essere vaccinati ma lo sono stati ugualmente.

Imperizia? O non c’è modo di stabilire chi può essere vaccinato senza rischio e chi no? Insomma forse i vaccini non sono sicuri?

Attendiamo fiduciosi i riscontri di chi di dovere, il silenzio di chi dovrebbe tacere e la parola di chi invece dovrebbe parlare.

Tags: bergamoGemellimortiSaluteVaccinoZakaria
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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