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Home Israele

Israele arresta Muna al Kurd l’attivista simbolo di Sheikh Jarrah

by Redazione
Giugno 6, 2021
in Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina
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Muna al-Kurd, la giovane resistente palestinese icona della lotta dei residenti di Sheikh Jarrah è stata arrestata stamattina dalla polizia israeliana.

Muna, 23 anni, attivissima nella denuncia della campagna di pulizia etnica che lo Stato sionista sta conducendo contro i palestinesi di Shaykh Jarrah è stata tratta in arresto stamattina con un raid delle forze di occupazione che hanno investito la sua casa. Il padre Nabil ha dichiarato che gli è stato consegnato un ordine con il quale l’altro suo figlio Mohamed era tenuto a costituirsi, cosa che il giovane ha fatto poco dopo.

In un video che circola già sulla rete si vede Muna che, mentre viene condotta via dagli sgherri dell’occupazione, cerca di rassicurare la sua famiglia: “Non abbiate paura”.

https://twitter.com/dibraheem_/status/1401452808583356417?s=20

Ieri era stata arrestata la giornalista araba di Al Jazeera Givara Budeiri mentre seguiva una manifestazione di protesta a Sheikh Jarrah. Budeiri è stata rilasciata qualche ora dopo, dopo che una massiccia protesta si era scatenata sul web.

All’inzio di maggio Muna aveva realizzato un video, diventato poi virale, nel quale diceva:

“Mi chiamo Muna El-Kurd. Sono nata e cresciuta qui. Ho vissuto tutta la mia vita qui.
Man mano che sono cresciuta, ho sempre temuto di essere sfrattato da casa mia….
Mi chiedevo ogni giorno dove andremo?! Tutta la mia vita è a Gerusalemme.. Non riesco a immaginare di passare un giorno senza camminare nelle le sue strade.
Quello che avevo temuto è accaduto nel 2009, quando i coloni israeliani hanno preso più di metà della mia casa con il pretesto che era stata costruita senza permesso. Oggi affrontiamo la decisione del tribunale israeliano che ci sfratterà dalla seconda parte della nostra casa, insieme ad altre 11 famiglie!
Ci hanno dato 30 giorni per lasciare le nostre case, ma il nostro avvocato ha presentato ricorso presso il tribunale distrettuale.
Il tribunale dell’occupazione israeliana ha giustificato la sua sentenza in favore delle organizzazioni dei coloni israeliani, dicendo che sono passati più di 30 anni da quando loro hanno reclamato e registrato questa terra.
Ora l’occupazione israeliana vuole costringerci a uscire. La mia casa è qui, la mia terra è qui, e non ce ne andremo”

This doesn't describe the Israeli occupier's logic only; it also describes the rudeness of those who support the Israeli colonial policies of expropriating the Palestinian occupied lands. pic.twitter.com/OSB0QejwCT

— Ramy Abdu| رامي عبده (@RamAbdu) May 1, 2021

 

L’attivista è stata rilasciata diverse ore dopo mentre il fratello gemello, Mohammed El-Kurd, che si era recato in una stazione di polizia dopo aver ricevuto una convocazione resta in stato di fermo.

Israele ha occupato Gerusalemme est nel 1967, annettendola in seguito con un provvedimento mai  riconosciuto, ma neppure mai sanzionato, dalla comunità internazionale.

Secondo la legge israeliana, gli ebrei possono rivendicare la terra che a loro dire gli apparteneva  prima della fondazione di Israele nel 1948, anche se le famiglie palestinesi vivono lì da decenni.

Metà della casa della famiglia al-Kurd è stata occupata dai coloni israeliani nel 2009. Il fratello gemello di Muna, Mohammed, in precedenza aveva detto ad Al Jazeera che condividere la loro casa con “squatter con accento di Brooklyn” era “insopportabile e terribile”.

“Stanno semplicemente seduti a casa nostra, tormentandoci, molestandoci, facendo tutto il possibile  per costringerci a lasciare la seconda metà della nostra casa,e molestano anche i nostri vicini affinchè abbandonino le loro case, ha detto Mohammed.

Lo scorso marzo, la corte distrettuale israeliana di Gerusalemme Est occupata ha ratificato l’ordine a sei famiglie palestinesi – compresi gli al-Kurd – di lasciare le loro case a Sheikh Jarrah per far posto ai coloni. La stessa corte ha anche stabilito che altre sette famiglie dovrebbero lasciare le loro case entro il 1 agosto.

L’avvocato palestinese che ha accompagnato Mohamed al-Kurdi alla stazione di polizia di Salaheddine Street ha dichiarato che lui e sua sorella Muna sono stati accusati di attività contro la sicurezza dello Stato e trattenuti per questo.

Anche  il moktar Zuhair Al-Rajabi, capo del comitato di quartiere di Batn Al-Hawa a Silwan, l’altro sobborgo di Gerusalemme Est da cui Israele vuole scacciare i palestinesi  è stato convocato dalla polizia.

Tags: GerusalemmeisraeleMuna El-KurdpalestinaSheikh Jarrah
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