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Home Colonialismo

Israele sequestra nave umanitaria con Greta Thunberg ed eurodeputata francese: denunciata detenzione e tortura psicologica

by Redazione
Giugno 10, 2025
in Colonialismo, Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Israele sequestra nave umanitaria con Greta Thunberg ed eurodeputata francese: denunciata detenzione e tortura psicologica
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Nella notte tra l’8 e il 9 giugno, il regime di Tel Aviv ha intercettato e sequestrato la nave “Madleen”, parte della “Freedom Flotilla Coalition”, mentre navigava in acque internazionali del Mediterraneo con 12 attivisti a bordo, tra cui Greta Thunberg e l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan.

La flottiglia è stata intercettata da Israele a circa 2 a.m., ben al di fuori delle acque territoriali israeliane, in aperto contrasto con il principio di libertà di navigazione previsto dal diritto marittimo internazionale. L’organizzazione ha difeso questa operazione come necessaria per superare il blocco navale israeliano che impedisce l’accesso agli aiuti umanitari.

Gli attivisti sono stati catturati e spostati nel porto di Ashdod e sottoposti a procedimenti di espulsione o detenzione. Otto di loro, tra cui l’eurodeputata Rima Hassan, hanno rifiutato di firmare dei documenti che chiederebbero ai membri della flottiglia di ammettere la presunta illegalità della loro missione umanitaria. Coloro che si rifiutano di firmare sono detenuti in un centro. Greta è una degli attivisti che rientrerà in Europa.

In un episodio particolarmente controverso, il ministro della Difesa Israel Katz ha imposto ai detenuti la visione forzata di un video sulle atrocità del 7 ottobre — una tecnica che, secondo gli analisti, configura coercizione psicologica durante una detenzione provvisoria in violazione del diritto internazionale.

Greta Thunberg
Criticata spesso in passato come naive, Greta ha dimostrato integrità denunciando con fermezza l’azione israeliana: “Siamo stati intercettati e rapiti in acque internazionali”. Thunberg ha rischiato molto con questa missione, esponendosi personalmente per dare visibilità alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Il suo coinvolgimento, con un carico limitato ma simbolico (latte in polvere, riso, pannolini), denunciava l’emergenza umanitaria dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza.

A seguito dell’intervento, Katz ha definito gli attivisti — e Thunberg in particolare — “antisemiti” e sostenitori di Hamas. Un’accusa che molti ritengono strumentale e provocatoria, usata per giustificare un’azione politicamente controversa e politicamente grave.

Organismi internazionali come l’ONU, Amnesty International e governi di Francia e Regno Unito hanno condannato l’intercettazione, definendola una violazione del diritto internazionale e sollecitando l’immediata scarcerazione e il libero transito umanitario verso Gaza. In particolare, l’articolo 87 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare garantisce la libertà di navigazione in alto mare a navi pacifiche, anche con finalità umanitarie — un principio che l’intercettazione in acque internazionali sembra contraddire.

Questa ulteriore vicenda mette in luce la gravità delle azioni del regime sionista e solleva una domanda fondamentale: sarà possibile chiamare a rispondere di fronte alla comunità internazionale chi agisce al di fuori delle norme, col rischio di abusi e violenze ingiustificate? Ad oggi la risposta è negativa mentre vari movimenti di società civile affermano di voler seguire l’esempio della flottiglia e replicarne la missione.

Tags: eurodeputataeuroparlamentoflotillaFreedom Flotillafreedom flotilla coalitionGazagenocidiogreta thunbergisraeleKatzmadleepalestinarima hassan
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