• Redazione
  • Contatti
venerdì, Ottobre 16, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Libano

Libano: il governo la piazza e le mire straniere sul Paese

by Hamza Roberto Piccardo
Agosto 13, 2020
in Libano, Mondo, Prima Pagina
0
Libano: il governo la piazza e le mire straniere sul Paese
0
SHARES
4
VIEWS

Martedì scorso i nomi delle 171 persone (alcune decine sono ancora disperse) che hanno perso la vita nell’esplosione al porto di Beirut sono stati letti davanti ad una moltitudine di manifestanti in Piazza dei Martiri che inalberavano i ritratti delle vittime e chiedevano a gran voce le dimissioni del Presidente Aoun e di tutto il governo della Repubblica dei Cedri.

Significativa un’immagine del presidente con la scritta  HE KNEW (lui sapeva), l’agenzia Reuters aveva infatti riferito che nel mese di luglio la presidenza e il governo erano stati informati dell’altissimo rischio costituito da quel deposito che conteneva 2750 tonnellate di nitrato d’ammonio.

Nelle primissime ore successive all’esplosione Aoun aveva promesso che in 5 giorni sarebbero state date risposte certe al Paese: cos’era successo veramente? Chi erano i responsabili?  

La mesta cerimonia ha fatto seguito alla “giornata della rabbia” di sabato scorso che ha registrato duri scontri tra manifestanti e polizia causando un’altra vittima e centinaia di feriti (238 secondo alcune fonti).

La gente aveva assalito le sedi di diverse istituzioni governative tra cui il ministero degli Esteri  e distrutto immagini del presidente gridando lo slogan “Vai via! Vai via!” Attaccati anche i dicasteri dell’Ambiente, dell’Energia e dell’Economia. Diversi edifici e mezzi sono stati dati alle fiamme nelle piazze centrali della città, invasa e semidistrutta la sede dell’associazione delle banche.

Tra le figure che erano state accusate di responsabilità anche quella di  Hassan Nasrallah  leader di Hezbollah, un manichino con le sue sembianze è stato esposto con un cappio al collo. Questo fatto ha suscitato le reazioni delle milizie del suo partito che sono scese in strada nel centro città, dal vicino quartiere di Zoqaq al Blatt in segno di protesta. L’esercito libanese si è frapposto e ha respinto l’assalto sul Ring, la sopraelevata che si affaccia su Piazza dei Martiri. 

Lunedì il governo Diab si è dimesso consegnando alla piazza e ad una parte delle cancellerie straniere la sua incapacità ad affrontare la situazione.

Sullo sfondo un’architettura istituzionale, che risale ad una convenzione costituzionale siglata informalmente come “Patto Nazionale” (al-mīthāq al-watanī) nel 1943, che integra o interpreta la costituzione del 23 maggio 1926 che sancisce che le più alte cariche dello Stato siano assegnate ai tre gruppi principali:

il Presidente della repubblica dev’essere un cristiano maronita, il primo ministro musulmano sunnita, il presidente del parlamento musulmano sciita.

Gli accordi di Ta’if del 1989  che riuscirono a far concludere nell’anno successivo la guerra civile libanese non modificò questo sistema. Esso prevedeva anche il disarmo di tutte le milizie libanesi, sia cristiane che musulmane. Nell’ottobre dello stesso anno il gen. Michel Aoun, cercò di applicarlo, e di estendere il controllo dell’esercito alle regioni cristiane controllate dalle Forze Libanesi, con cui si scontrò sul terreno, anche le milizie sciite di Hezbollah rifiutarono di smobilitare.

Oggii è prevista una riunione straordinaria del Parlamento libanese, convocata dal suo presidente Nabih Berri e intanto gli attori internazionali sembrano volteggiare come avvoltoi su quel martirazzato Paese sperando, taluni di rafforzare la loro influenza e, altri, di acquisirla.

Tags: AoungovernoHezbollahlibano
Hamza Roberto Piccardo

Hamza Roberto Piccardo

Next Post
I minori palestinesi sistematicamente detenuti, torturati e umiliati, la denuncia delle ONG

I minori palestinesi sistematicamente detenuti, torturati e umiliati, la denuncia delle ONG

Recommended

Le caratteristiche della leadership politica nell’esempio profetico

Le caratteristiche della leadership politica nell’esempio profetico

4 anni ago

Arrestati oltre 1700 palestinesi del 48, la vendetta di Israele per le manifestazioni

5 anni ago

Organizzazione della Cooperazione Islamica, una storia di fallimenti dell’ente nato per difendere l’Islam e i suoi luoghi sacri

7 anni ago

Popular News

  • Nessun danno collaterale: oltre NAZA, la scientificità del genocidio a Gaza

    Nessun danno collaterale: oltre NAZA, la scientificità del genocidio a Gaza

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Gaza: le piazza e il silenzio delle organizzazioni islamiche

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sharia a Padova no, tribunali rabbinici in Italia si: due pesi, due misure?

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Diario di un martire di Muhammad Zaki Hamad: l’unica testimonianza scritta dall’interno della battaglia di Gaza

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Gaza, la Norimberga della coscienza occidentale

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×