• Redazione
  • Contatti
venerdì, Aprile 3, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home islamofobia

Un anno fa la strage anti-islamica di Christchurch

by Davide Piccardo
Marzo 16, 2020
in islamofobia, Mondo, Voci
0
0
SHARES
0
VIEWS

E’ passato un anno da quel tragico 15 marzo 2019, quella mattina infausta potremmo dire, una mattina che sarà difficile dimenticare e che passerà alla storia: il più grande attentato contro i musulmani nel mondo Occidentale.

Ricordo ancora quella mattina come fosse ieri, dopo essermi svegliato per pregare all’alba, erano circa le 5.30, stranamente prendo in mano il telefono, apro instagram e trovo una quantità di video di gente che piange, Yasua Evans, Yasir Qadhi, Sonny Bill William, tutti che parlano di morti.
Cerco di trovare altre informazioni, ma rimando a più tardi.

Un terrorista è entrato in moschea e ha sparato all’impazzata

Mentre faccio colazione inizio a capire che è successo l’impensabile: un terrorista è entrato in moschea il venerdì e ha sparato all’impazzata. Arrivano sempre più informazioni e si capisce che la situazione è molto grave, molto più di quanto si potesse immaginare.

I primi bollettini sono drammatici, morti e feriti, la Nuova Zelanda è in preda al panico, mai e poi mai si poteva pensare che quella nazione sarebbe stata teatro di evento tanto tragico.

Il popolo di Christchurch si raccoglie attorno alla moschea

Inizia a chiarirsi meglio la situazione: i morti sono circa cinquanta, i feriti non si contano ancora ma i numeri continuano a crescere e inizio a sentirmi con altri fratelli e sorelle per capire le reazioni.

Arrivano i primi live mentre là è notte, narrazioni di chi ha vissuto i fatti in prima persona o di chi passa dalle parti di Masjid Noor e così il popolo di Christchurch si raccoglie attorno alla moschea, chi viene a depositare fiori, chi accorre a portare un messaggio, chi si ferma a piangere.
Quel che mi colpisce è il via vai di maori che si fermano all’ingresso della moschea e danzano l’haka funebre.

Il “nemico” di sempre diventa vittima

Il mondo che ha sempre dipinto i musulmani come il nemico da cui proteggersi deve fare i conti con un altro nemico: il risultato del tanto odio prodotto. Il “nemico” di sempre diventa vittima e quello che stava nascosto diventa quello reale.

Il popolo neozelandese ci ha insegnato che siamo tutti  abitanti della stessa casa

Questo evento ci ha impartito una grande lezione: il popolo neozelandese ci ha mostrato come il mondo non si divida per etnia, cultura, lingua o religione, siamo tutti abitanti della stessa casa. Le lunghe file alla moschea di gente che piangeva, che depositava fiori, che saluta i familiari dei morti e feriti hanno dimostrato questa coabitazione.

Jacinda Arden, la premier neozelandese, ci ha mostrato cosa dovrebbe essere un leader: una donna che ha sofferto come tutto il suo popolo, è andata dai musulmani ad abbracciare uno ad uno i parenti delle vittime e dei feriti come li conoscesse da una vita.
Il suo volto aveva la tristezza di chi ha fatto sua quella sofferenza, le sue parole sempre forti, empatiche e chiare.

Indimenticabile la testimonianza di Sonny Bill Williams, all’epoca uno degli All Black, la nazionale neozelandese di Rugby, uno dei rugbisti più famosi al mondo,  che da musulmano è stato in prima linea fin dall’inizio (un video mostra le sue lacrime appena si era saputo dell’attentato). La sua presenza alla preghiera funebre, le interviste, la sua figura ha dato sicurezza ad una comunità islamica che si è sentita ancora più neozelandese di quello che forse avrebbe mai immaginato.

Tags: anti islamicoanti-islamAttentatochristchurchNuova Zelandastrage
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

Next Post

Fake news sul Covid19 in Iran: Masih Alinejad a libro paga di Pompeo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recommended

Il nostro vicino di casa: la Tunisia democratica

Il nostro vicino di casa: la Tunisia democratica

6 anni ago
Sulla Turchia gli intellettuali hanno il dovere di non usare le parole invano

Sulla Turchia gli intellettuali hanno il dovere di non usare le parole invano

6 anni ago
Lascia la politica Mohammad Ali, l’accusatore di Al Sisi deluso dal popolo egiziano

Lascia la politica Mohammad Ali, l’accusatore di Al Sisi deluso dal popolo egiziano

6 anni ago

Popular News

  • Come i nazisti: la Knesset israeliana legalizza la pena di morte etnica contro i palestinesi

    Come i nazisti: la Knesset israeliana legalizza la pena di morte etnica contro i palestinesi

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • La frode delle democrazie occidentali: perché il tuo voto non conta più nulla

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il boomerang dell’islamofobia: i musulmani italiani hanno vinto il referendum

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Hamza Roberto Piccardo ed il Referendum Magistratura: perché ho invitato i musulmani a votare No

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Morte di Ali Larijani: il “pugno di ferro” USA-Israele e il paradosso della resilienza iraniana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×