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Home Emirati Arabi

Spionaggio e diffamazione made in Abu Dhabi: nel mirino il direttore Piccardo e l’UCOII

by Redazione
Luglio 10, 2023
in Emirati Arabi, Italia, Prima Pagina
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Spionaggio e diffamazione made in Abu Dhabi: nel mirino il direttore Piccardo e l’UCOII
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Il direttore di questo giornale, Davide Piccardo, è stato vittima di spionaggio, schedatura e diffamazione da parte di un’agenzia al soldo dei servizi segreti degli Emirati Arabi. Questa sconcertante rivelazione è emersa da un’inchiesta pubblicata inizialmente dal New Yorker e ora supportata da una rete di media europei, tra cui il quotidiano italiano Domani. Le informazioni che emergono indicano uno scandalo che potrebbe scuotere l’Europa nel profondo.

Secondo quanto emerso, il governo degli Emirati Arabi ha ingaggiato una società di intelligence privata, la svizzera Alp Services, per condurre una vasta campagna di spionaggio, schedatura, diffamazione e attacchi mediatici e politici ai danni di centinaia di persone in tutta Europa. I target principali di quest’operazione sono state le organizzazioni dei musulmani europei, i loro leader e i loro sostenitori, che sono stati presentati ai servizi emiratini come alleati del Qatar.

In Italia, oltre a Piccardo, sono finiti nel mirino anche l’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche Italiane), alcuni politici musulmani e una serie di politici e giornalisti che l’agenzia ha indicato come vicini a Doha.

In cambio di milioni di dollari provenienti da Abu Dhabi, l’agenzia schedava le proprie vittime, creando un complesso sistema di collegamenti reali o presunti e si impegnava a distruggere la loro reputazione attraverso la creazione di dossier falsi, che venivano poi inviati alla stampa o alle banche per chiudere i conti di persone, organizzazioni ed aziende coinvolte. Altre volte, l’agenzia pagava direttamente giornalisti per scrivere articoli diffamatori. Le informative influenzavano legislatori e governi europei che venivano spinti ad elaborare ed attuare legislazioni repressive nei confronti dei musulmani.

Un personaggio chiave in questa vicenda è l’accademico Lorenzo Vidino, che nel corso degli anni ha costruito una carriera e una reputazione come esperto di “islam politico” e “radicalismo islamico” – due concetti che Vidino sovrappone volentieri. Dai documenti è emerso che Vidino è retribuito dall’agenzia per conto dei servizi di Abu Dhabi e che il suo lavoro ha uno scopo politico preciso e per nulla accademico.

Vidino, che sotto il governo  Gentiloni presiede una commissione governativa sulla radicalizzazione e diventa il principale consulente del governo Kurz in Austria, è l’ideatore del teorema sul cosiddetto “Islam Politico” in Europa. Secondo questo teorema, fondamentalmente tutte le organizzazioni islamiche europee che non dipendono direttamente dai regimi arabi sono considerate emanazioni dei Fratelli Musulmani. Il passo successivo consiste nell’associare la Fratellanza con il radicalismo e nell’identificare il radicalismo con il terrorismo. Così il gioco è fatto e su questa base, migliaia di persone, centinaia di associazioni e intere comunità sono state danneggiate, vedendo negati alcuni dei loro diritti più fondamentali.

In Francia, molte organizzazioni sono state chiuse, dirigenti sono stati espulsi e conti sono stati sequestrati. In Austria, molti musulmani sono stati arrestati e successivamente prosciolti senza ricevere alcuna scusa. In Italia, questa situazione ha avuto un impatto estremamente negativo sull’avanzamento del diritto di culto. Nel complesso, molte persone sono state diffamate e danneggiate ripetutamente, senza ottenere giustizia.

Ora ci troviamo in una nuova fase in cui è necessario promuovere la consapevolezza sull’origine di determinate idee e informazioni. Nelle prossime settimane il nostro giornale lavorerà approfonditamente su questo scandalo e rivelerà i dettagli di questa operazione segreta perché è necessario agire affinché situazioni come queste non si ripetano.

Tags: Abu Dhabi SecretsDavide Piccardoemirati arabilorenzo vidinoMBZUCOII
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