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Home Colonialismo

Haaretz: distruggere Gaza “con amore”, i nuovi yogi-nazisti israeliani

by Redazione
Maggio 26, 2025
in Colonialismo, Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Haaretz: distruggere Gaza “con amore”, i nuovi yogi-nazisti israeliani
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Traduzione di articolo di Alon Idan pubblicato da Haaretz il  18/05/2025. Traduzione di Aicha Tiziana Bravi.

Chi ha detto che spiritualità e pulizia etnica non vanno di pari passo? In Israele vivono moltissime persone che curano il proprio spirito e che, allo stesso tempo, considerano l’annientamento dell’altro come una forma di crescita personale.

Rivka Lafair è una “organizzatrice di workshop, incontri e sessioni di gruppo su temi yoga, insegnante di yoga femminile e sviluppo personale”. Vive nell’insediamento di Shiloh, nella Cisgiordania meridionale, e si definisce una “ebrea orgogliosa” che “pensa fuori dagli schemi”. Adorabile… Inoltre, vuole annientare ed espellere due milioni di esseri umani dalla Striscia di Gaza.

Lafair appartiene a una corrente dell’ebraismo israeliano che può essere descritta come “yogi-nazista”: persone la cui spiritualità è alla base del loro nazismo. Si tratta di un gruppo relativamente nuovo – sebbene con radici profonde nella cultura locale – che ha guadagnato popolarità dal 7 ottobre, soprattutto grazie alla capacità di fondere insieme concetti che, a prima vista, sembrerebbero agli antipodi: spiritualità e annientamento, autonomia ed espulsione, yoga e fame, ritiri e bombardamenti a tappeto.

Lafair è convinta che “la musica abbia il potere di alterare la coscienza”, ma anche che espellere e annientare due milioni di abitanti da Gaza possa avere inizio con “l’alterazione della propria coscienza”. Per riuscire in questo importante cambiamento cognitivo dobbiamo capire che “abbiamo un nemico qui, che guardiamo negli occhi ed eliminiamo”. Sì, guardateli negli occhi – non fatelo alle loro spalle, perché dobbiamo essere in contatto diretto con coloro che stiamo annientando.

E per chiarire che per “nemico” non intende solo i terroristi di Hamas, precisa: “Siamo impegnati a vendicarci e a distruggere Gaza. Dall’infante all’anziano”. Conclude con un versetto biblico appropriato: “Cancellerai la memoria di Amalek sotto il cielo; non dimenticare”.

Lafair capisce che le persone solitamente rimangono perplesse di fronte a questa dissonanza tra spiritualità e annientamento. Così, in uno dei suoi video, lancia “un messaggio a tutti coloro che non capiscono come sia possibile essere spirituali, insegnare yoga e organizzare ritiri, mentre si invoca l’espulsione e l’annientamento del proprio nemico”.

In effetti, la sua risposta è semplice: “Amo il mio popolo di un amore eterno e odio il mio nemico di un odio eterno… L’uno non contraddice l’altro. Si può essere una persona colma di valori e amore, e allo stesso tempo… si sa anche cosa è giusto e cosa è sbagliato, si resiste con fermezza al nemico e si sa cosa bisogna farne.”

Quindi, cosa bisogna farne? (Silenzio… non ditelo a nessuno.)

M., la stessa donna che si prende cura dei bambini “con un approccio gentile, affettuoso e premuroso”, spiega: “Sapete una cosa? Dopo il 7 ottobre, non provo un briciolo di compassione per nessuno lì. Nemmeno per i bambini”.

E se lo spiritualismo nazista di Lafair può essere giustificato poiché si tratta di una colona che ha trovato una soluzione efficiente per realizzare l’idea della Grande Israele, vale la pena notare che questo è un fenomeno molto più ampio che non si limita ai territori occupati.

Il giorno precedente al Giorno della Memoria dell’Olocausto, ad esempio, il comico e autore satirico Gil Kopatz, che da anni si esibisce parlando di spiritualità e religione, ha pubblicato quanto segue: “Se dai da mangiare agli squali, alla fine ti mangiano. Se dai da mangiare ai cittadini di Gaza, alla fine ti mangiano. Sono favorevole all’estinzione degli squali e allo sterminio dei cittadini di Gaza. Riflessioni per il Giorno della Memoria dell’Olocausto 2025”.

Dopo che il post ha generato un “terremoto”, Kopatz ha pubblicato una precisazione: “Non provo un briciolo di compassione per i cittadini di Gaza. Per gli Arabi in generale, sì, per gli esseri umani in generale, sì, per gli squali – no, e non per le bestie umane”. Naturalmente, il suo desiderio di sterminare milioni di persone non implica che sia una cattiva persona. Anzi, “Mi considero una persona umana, liberale e morale”, scrive. Per concludere, chiude il post con un pizzico di umorismo nero: “Non è un genocidio, è un pesticida, ed è essenziale”. Uno spasso vero e proprio, eh?

In effetti, gran parte del vocabolario spirituale in Israele è stato mobilitato al servizio dello Yogi-Nazismo. Prendiamo ad esempio M., una donna benestante che vive in una grande città, a pochi chilometri a nord di Tel Aviv. Gestisce uno studio descritto come “spazio piacevole, pieno di ispirazione”, che sposa tre valori: “Creatività. Emozione. Esperienza”.

In questo spazio accogliente organizza “gruppi di creatività per bambini dai quattro anni in su; guida emotiva personale per bambini e ragazzi, con un approccio gentile, relazionale e stimolante”. Tutto questo avviene, ovviamente, in “un’atmosfera familiare, calorosa e professionale” (gli interessati sono “invitati con affetto”).

Eppure, quando a questa stessa M. viene mostrato un video che mostra un bambino affamato nella Striscia di Gaza, afferma immediatamente: “Non è credibile. Mi dispiace. Ho visto come vengono messe in scena le clip: posizionamento, applicazione del trucco, stesura di una sceneggiatura”. Non importa se non sia credibile, ma la stessa donna che si prende cura dei bambini “con un approccio gentile, affettuoso e premuroso” spiega: “Sapete cosa? Anche se fosse reale, dopo il 7 ottobre non provo un briciolo di compassione per nessuno lì. Nemmeno per i bambini”. Inoltre: “Mi rattrista vedere persone tra noi condividere questa merda e, peggio ancora, identificarsi con essa ed esprimere dolore”.

Per chiarire che non è una persona insensibile, riassume: “Chi scrive è una madre, un’amante dell’umanità e una persona fantastica a tutto tondo”. È solo che “il 7 ottobre mi ha portato via l’innocenza”. Povera donna, si trova davvero in difficoltà.

Anche A. non è una colona. Vive in una città ben avviata in Israele e sta semplicemente cercando una nuova casa per “un cane fantastico!!!! È completamente addestrato a vivere in casa, un cane pieno d’amore che ha bisogno di una casa calda e amorevole”.

Tanta cura, tanto amore, tanta compassione. Eppure, quando si imbatte nella fotografia di un bambino di Gaza ucciso in un bombardamento israeliano, capisce immediatamente che qualcuno sta cercando di confonderla e scrive: “Chiariamo le cose. Se non ci fosse stato un massacro qui, non ci sarebbe stato un massacro lì!! Non è il caso dell’uovo e della gallina!!!”

In seguito, accorgendosi che l’uovo e la gallina non spiegano cosa intendesse dire, ricorre ad alcune delle “migliori” calunnie sfatate diffuse in seguito all’orribile massacro: “dopo che i bambini qui sono stati bruciati, decapitati, messi in un forno”, e conclude clamorosamente: “Non c’era motivo di mandare un container di vestiti per i loro figli”.

Certo, anche lei un tempo era una persona compassionevole e sensibile: “Non fraintendetemi, la pensavo esattamente come te fino al 6 ottobre, ma se qualcuno viene a ucciderti… è un caso chiuso. Loro hanno iniziato e noi finiremo!!!”.

Ce ne sono molte di persone come queste nell’Israele di oggi. Persone spirituali che vedono l’annientamento dell’altro come una forma di crescita personale e l’eradicazione del nemico come un’acquisizione di potere. Vivono in un unico grande rifugio, dove la coscienza è così finemente sintonizzata che ogni rumore scompare, ogni disturbo si attenua, così che rimangono solo loro stessi, loro stessi e il loro essere interiore – puro, compassionevole, incontaminato – e finalmente in grado di connettersi con ciò che è rimasto lì per tutto quel tempo, in attesa di essere rivelato: il desiderio di annientare e distruggere milioni di persone, inclusi bambini, donne e anziani. Con grande amore.

 

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