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Come i nazisti: la Knesset israeliana legalizza la pena di morte etnica contro i palestinesi

by Redazione
Marzo 31, 2026
in Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Come i nazisti: la Knesset israeliana legalizza la pena di morte etnica contro i palestinesi
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La Knesset del regime israeliano ha approvato una legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per aver ucciso israeliani in atti classificati come “terrorismo”, senza prevedere lo stesso trattamento per gli israeliani ebrei condannati per l’uccisione di palestinesi. Il testo è passato con 62 voti favorevoli, 48 contrari e un’astensione, ed entrerà in vigore entro 30 giorni. La norma riguarda in particolare i tribunali militari che processano i palestinesi della Cisgiordania occupata, cioè una popolazione che non ha cittadinanza israeliana ed è dunque fuori dalla giurisdizione sionista.

Il dato centrale è il carattere apertamente discriminatorio e razzista della legge. Diversi osservatori, organizzazioni per i diritti umani e anche giuristi israeliani sostengono che il testo sia costruito in modo da colpire solo i palestinesi, abbassando inoltre la soglia per l’applicazione della pena capitale e limitando gli spazi di clemenza. La questione non riguarda soltanto la durezza della sanzione, ma il contesto in cui verrebbe applicata: tribunali militari con tassi di condanna altissimi, accuse di confessioni estorte sotto pressione e migliaia di palestinesi detenuti, molti dei quali senza processo. In questo quadro, la legge viene letta non come un semplice irrigidimento penale, ma come un consolidamento di una (in-)giustizia etnica differenziata.

Sul piano politico, il voto rappresenta una vittoria della destra estrema israeliana e in particolare di Itamar Ben-Gvir, che aveva fatto della pena di morte uno dei punti qualificanti del suo accordo di coalizione con Benjamin Netanyahu. Sul piano giuridico e internazionale, invece, il provvedimento apre uno scontro pesante. L’Autorità Nazionale Palestinese lo definisce un crimine di guerra e una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra; l’Associazione per i diritti civili in Israele ha già presentato ricorso alla Corte Suprema; Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno espresso condanna in una recente dichiarazione congiunta; Amnesty International ha parlato di un ulteriore strumento discriminatorio dentro un sistema di apartheid. L’analisi che emerge da questo passaggio è netto: non si tratta solo di una legge punitiva, ma di una norma che istituzionalizza una disparità di valore tra vite e imputati a seconda della loro appartenenza nazionale ed etnica e che aprirà la porta ad esecuzione di massa di palestinesi.

Tags: ApartheidAutorità Palestineseben gvirCisgiordaniaDiritti Umanidiritto internazionaleisraeleKnessetNazismoNetanyahuOccupazionepalestinapalestinesipena di morteQuarta Convenzione di Ginevratribunali militari
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