• Redazione
  • Contatti
domenica, Luglio 26, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Mondo

Abu Dis: da Trump una finta capitale per i palestinesi

by Davide Piccardo
Febbraio 24, 2020
in Mondo, Palestina, Prima Pagina
0
0
SHARES
6
VIEWS

Abu Dis è un villaggio che sorge nei sobborghi meridionali di Gerusalemme-Est. Abitato da circa 30mila arabi, è posto dietro il muro costruito da Israele nel 2002 per fermare le incursioni palestinesi. Qui secondo il piano Trump dovrebbe sorgere la capitale dello “Stato palestinese”.

Dalla costruzione del muro che la separa da Gerusalemme-Est Abu Dis è diventata una periferia, nonostante sia a pochi kilometri dalla città santa, gli accessi e i passaggi da e per Abu Dis sono sottoposti a controlli serrati da parte dell’esercito israeliano che di fatto hanno reso impossibile muoversi verso Gerusalemme se non dopo ore di controlli.

I residenti di Abu Dis lamentano discriminazioni continue, sequestro di beni in entrata e in uscita oltre a chiusure arbitrarie dei valichi. Questa politica ha creato un alto tasso di disoccupazione e criminalità ad Abu Dis. Ed è proprio qui, secondo il piano Trump, che dovrebbe sorgere la sede del futuro Stato Palestinese come descrivono il Guardian e Reuters. Abu Dis al posto di Gerusalemme, che diventa l’unica e indivisibile capitale di Israele. Sembra una provocazione. Gerusalemme è infatti uno dei nodi principali dello scontro tra israeliani e palestinesi.

Dopo il conflitto del 1967 infatti e l’occupazione della città santa da parte di Israele sono diverse e continue le risoluzioni delle Nazioni Unite  che hanno  intimato ad Israele il ritiro delle sue forze da Gerusalemme per crearne un territorio internazionalizzato e senza armi. Ma Israele ha sempre rifiutato proclamandola negli ultimi anni, col sostegno di Trump, la capitale dello stato ebraico. Ai palestinesi invece la “possibilità” di crearsi una città tutta loro ad Abu Dis.

Una capitale svuotata di senso 

Peccato che questo villaggio periferico rientri a pieno titolo nell’ “Area C”, cioè quella parte di Cisgiordania che ricade sotto il pieno controllo delle forze israeliane e nel Deal non c’è traccia di un cambiamento dello status di Abu Dis, che sarà sì amministrata dall’Autorità Nazionale Palestinese ma controllata direttamente dalle autorità israeliane.

Di Tel-Aviv infatti sarà la responsabilità e gestione diretta delle strade, i tunnel e i check-point cosi come lo spazio aereo e i confini come riportano France 24 e Hareetz. E oltre al danno, la beffa. Ai palestinesi verrà data un’occasione unica: poter cambiare il nome di Abu Dis e magari chiamarla Gerusalemme.

Tags: abu disGeusalemmePiano TrumpStato Palestinese
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

Next Post

L'aborto è un peccato grave ma senza la 194 sarebbe peggio

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recommended

Quo Vadis Aida? La Bosnia porta Srebrenica agli Oscar

Quo Vadis Aida? La Bosnia porta Srebrenica agli Oscar

5 anni ago

Il colonnello libanese: finora tra Hezbollah e Israele scambi limitati ma dipenderà dall’Iran

3 anni ago
Cosa contiene il report su Gaza che Giorgia Meloni ha ricevuto dall’agenzia turca Anadolu

Cosa contiene il report su Gaza che Giorgia Meloni ha ricevuto dall’agenzia turca Anadolu

2 anni ago

Popular News

  • L’odio italiano spiegato dai dati: un terzo analfabeti funzionali, un terzo sposa le idee di estrema destra

    L’odio italiano spiegato dai dati: un terzo analfabeti funzionali, un terzo sposa le idee di estrema destra

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dalla scuola all’esercito israeliano, coi beni pubblici: il caso Sant’Ambrogio imbarazza Roma

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Abderrahim Fakir: quando la politica è solo show a morire sono sempre i poveri

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dopo l’esposto, Progetto Aisha denuncia formalmente Silvia Sardone: il caso della donna col niqab entra in una nuova fase

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sotto il sole di Teheran:  i funerali di Khamenei, il martirio dell’Iran, la voce di un popolo che si rifiuta di sottomettersi se non a Dio

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×