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Home Colonialismo

Fame forzata a Gaza: 7 falsità della hasbara israeliana smentite dai dati

by Sabri Ben Rommane
Luglio 26, 2025
in Colonialismo, Israele, Mondo, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Fame forzata a Gaza: 7 falsità della hasbara israeliana smentite dai dati
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Mentre Gaza muore di fame forzata nel genocidio in corso e le immagini di uomini, donne, e bambini scheletrici riempiono gli schermi del mondo, un’analisi delle affermazioni diffuse negli ultimi giorni dalla hasbara israeliana (propaganda) rivela come molte frasi circolate nei media internazionali — inclusi quelli di vari portavoce e commentatori israeliani — non resistano al confronto con i dati verificati.

Ad esempio, si sostiene che “oggi entrano più camion che prima della guerra”. In realtà, prima del 7 ottobre Gaza riceveva oltre 500 camion al giorno — non 73 — tra cibo, carburante e beni di prima necessità. Oggi ne passano appena 150-200: meno della metà del fabbisogno minimo stimato dal World Food Programme.

Un’altra affermazione frequente è che Hamas saccheggerebbe la maggior parte degli aiuti. Ma lo stesso esercito israeliano ammette che le intercettazioni si aggirano attorno al 30%, e l’OMS documenta che molti saccheggi sono compiuti da civili disperati, non da miliziani.

Quanto alla narrazione secondo cui “le immagini della fame sono false” perché mostrano bambini denutriti con adulti apparentemente sani, la smentita arriva dalla medicina: i bambini sono i primi a soffrire la fame per via del metabolismo più veloce. E le foto di adulti emaciati, pubblicate da OMS e Medici Senza Frontiere, smentiscono anche visivamente questa tesi.

Sul blocco degli aiuti, la responsabilità non è dell’ONU ma dei checkpoint israeliani. Migliaia di camion sono rimasti fermi per settimane a Kerem Shalom, come confermato dall’UNRWA.

Infine, l’idea che “Israele permette l’uscita da Gaza, ma l’Egitto chiude tutto” omette un dettaglio cruciale: Israele controlla tutti i valichi e concede pochissimi permessi di uscita, anche in caso di feriti gravi. Dal canto suo, l’Egitto ha accolto solo 2.000 feriti da ottobre. Il risultato? Oltre 2 milioni di persone sono di fatto intrappolate.

Dietro l’apparente preoccupazione umanitaria, si intravede una strategia più cinica. Alcuni politici e coloni israeliani parlano apertamente di “soluzioni” che, nei fatti, mirano a uno sfollamento forzato di massa ed un genocidio. L’umanitarismo viene usato come copertura per una pulizia etnica: una doppia verità che i dati aiutano a smascherare. Guarda il video sotto con i fatti confutati e le fonti.

https://laluce.news/wp-content/uploads/2025/07/Salta-il-processo-per-corruzione-di-Netanyahu.mp4
Tags: Aiuti umanitariAssedioBambinibloccoCarestiachiusura valichicrimini di guerraFameGazaGaza Humanitarian FoundationGHFHamasisraeleochaONUpropagandaUNRWA
Sabri Ben Rommane

Sabri Ben Rommane

Sabri Ben Rommane è vicedirettore de La Luce News, attivista per i diritti dei musulmani e autore. Nei suoi libri affronta temi di filosofia, fede, ragione e critica del presente. Tra le sue opere più rilevanti figurano Deus ex logica. Le più forti argomentazioni filosofiche sull’esistenza di Dio; Il teologo autodidatta, romanzo grafico ispirato al classico medievale di Ibn Nafis; e Dalla rabbia e l’orgoglio all’umiliazione e la sconfitta: come gli Afghanistan Papers di Craig Whitlock rivelano la portata del terrorismo neo-colonialista occidentale. La sua scrittura unisce ricerca intellettuale, sensibilità spirituale e impegno civile.

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