Il 23 giugno scorso la Commissione d’Inchiesta Indipendente dell’ONU per i Territori Palestinesi, presieduta da Srinivasan Muralidhar, ha confermato quel che è ormai sotto gli occhi di tutti: “Le forze di sicurezza israeliane hanno colpito deliberatamente i bambini palestinesi commettendo un genocidio e atrocità nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania”.
La Commissione, nel suo rapporto conclusivo, ha sottolineato che “anche dopo il cessate il fuoco del 25 ottobre i bambini hanno continuato ad essere uccisi o feriti gravemente in continua violazione, da parte di Israele, del cessate il fuoco e della protezione dovuta ai bambini palestinesi secondo il diritto internazionale”.
I dati raccolti per stilare questo rapporto si riferiscono al periodo successivo al 7 ottobre 2023 e, tra le molte violazioni registrate, questi sono alcuni dei risultati ufficiali dell’inchiesta:
- Israele ha ucciso almeno 20.000 bambini e ne ha feriti altri 44.000
- gravi ferite, sia fisiche che mentali, traumi, uccisione di entrambi i genitori, disabilità, sfollamenti ripetuti, fame e collasso dell’istruzione e della sanità hanno cancellato l’infanzia e continueranno a condizionare per tutta la vita i bambini di Gaza
- i bambini palestinesi sono stati arrestati e sottoposti a torture e abusi nelle carceri e in altri centri di detenzione israeliani, senza che nessuno sapesse dove si trovavano
- le forze di sicurezza israeliane hanno abusato sessualmente i bambini nel contesto della politica di umiliazione e oppressione collettive, seguendo un modello di occupazione caratterizzata da ostilità etnica, di genere e intergenerazionale.
Nel rapporto sono incluse dettagliate e agghiaccianti testimonianze delle quali ha riferito Chris Sidoti, membro della Commissione, durante la conferenza stampa tenuta a Ginevra.
Sidoti ha affermato che non vi è alcun dubbio che tutte le norme del diritto internazionale sono state violate dalle forze di sicurezza israeliane nei confronti dei bambini palestinesi, aggiungendo che per queste azioni devono essere ritenuti responsabili.
Nel rapporto si sottolinea che tutte le strutture per la cura dei bambini, i centri pediatrici, i centri di assistenza alla maternità sono stati deliberatamente distrutti dalle forze di occupazione, pregiudicando la sopravvivenza dei neonati e della procreazione futura.
Nel rapporto si legge anche che la fame imposta da Israele col blocco e l’assedio ha provocato la morte di molti bambini e peggiorato le condizioni di salute di quelli che sono riusciti a sopravvivere.
Le atrocità commesse dall’occupazione hanno distrutto in modo irreversibile la salute, l’istruzione e la possibilità di una crescita normale dei bambini palestinesi, secondo quanto affermato dal presidente della Commissione, Muralidhar.
Sono inoltre stati distrutti gli elementi fondanti della società palestinese, indebolendone la vitalità demografica e, più in generale, pregiudicando la possibilità di autodeterminazione del popolo palestinese, la cui generazione futura è stata e viene tuttora sterminata di proposito dalle forze occupanti.
In conclusione, il rapporto esorta Israele e gli altri Stati membri dell’ONU a condannare i responsabili delle uccisioni e delle violenze poiché le unità israeliane che le hanno commesse sono state chiaramente identificate dalla Commissione durante le ricerche effettuate.
E speriamo che sia la volta buona perché ormai è giunto il momento che qualcuno paghi per tutto l’orrore a cui stiamo assistendo negli ultimi 3 anni di genocidio.



