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Home Mondo

Netanyahu vuole annessione e pena di morte per i palestinesi

by Davide Piccardo
Marzo 19, 2020
in Mondo, Palestina, Prima Pagina
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Annessione e pena di morte: Con queste due parole si può riassumere la strategia politica che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intende mettere in campo attraverso una proposta di legge promossa dal suo partito Likud, che propone la pena di morte per i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e l’annessione di parti importanti della Cisgiordania, compresa la Valle del Giordano, un’area strategica per il controllo dei confini e dell’acqua per Tel Aviv.

Durante questa pandemia da Coronavirus, quando tutti i media sono impegnati a raccontarne i risvolti e la diffusione, Israele intende muoversi rapidamente. A sostenere la proposta non solo è il Likud che ha la maggioranza relativa (29,48%) nella Knesset ma anche il secondo partito del paese, Blu e Bianco presieduto da Gantz, ex capo di stato maggiore e generale dell’esercito israeliano che con il 26,58% forma con Likud la coalizione di governo. Contrari invece alla proposta di legge gli arabi israeliani raggruppati intorno alla lista Comune di Ayman Hodeh, che definiscono il piano pericoloso.

La risposta dell’Autorità Nazionale Palestinese

La risposta di Abu Mazen, che guida l’Autorità Nazionale Palestinese non si è fatta attendere “Questa proposta è una follia post-elettorale per rinsaldare l’alleanza tra i due maggiori partiti israeliani ed è pericolosa per la pace, la rifiutiamo categoricamente”. Un silenzio invece dai paesi vicini coinvolti nella questione palestinese, in primis la Giordania.

Che questa proposta sia tesa ad avvicinare il Likud e Blu e Bianco non ci sono dubbi: Netanyahu solo con il Likud di fatto non può governare, soprattutto dopo che le elezioni del 2 Marzo scorso non gli hanno dato la maggioranza schiacciante nella Knesset. Gli scandali di corruzione inoltre che lo riguardano non giovano alla tenuta del governo, anzi lo rendono più instabile. Con Gantz (Partito Blu e Bianco) si potrebbe instaurare una forte alleanza partendo proprio da proposte radicali che toccano temi caldi come la terra e la sicurezza militare, da qui l’idea della pena di morte per i prigionieri palestinesi e l’annessione dei territori palestinesi.

Applicare in silenzio il Piano Trump

Che all’interno della proposta di legge promossa dal Likud ci sia l’annessione della Valle Giordano, territorio strategico al confine con la Giordania e che da accesso all’approvigionamento delle risorse idriche cosi essenziali per Israele, non è un caso. L’annessione di quei territori a scapito dei palestinesi e il loro eventuale “trasferimento” era già previsto nel Piano Trump, che dopo la sua presentazione a seguito di forti polemiche pareva esser stato ritirato. E invece, con questa mossa politica, Israele sembra volerlo mettere in pratica ma senza garantire nulla ai palestinesi. Pare che il Coronavirus sia l’occasione giusta per Israele per muoversi in sordina, ora che il mondo è distratto.

Tags: LikudNetanyahupalestinaPiano Trump
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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