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Home Russia

Russia-Nato: ha senso una terza posizione oggi?

by Hanieh Tarkian
Marzo 8, 2022
in Russia, Ucraina, Voci
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Russia-Nato: ha senso una terza posizione oggi?
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Sì e no.

NO, perché la Russia di oggi non è l’Urss della guerra fredda, il mondo di oggi non è il mondo bipolare del dopoguerra. Uno degli slogan della Rivoluzione islamica dell’Iran recitava “né Occidente (Stati Uniti) né Oriente (Urss)”, perché il popolo, giustamente, voleva essere indipendente dalle due principali sfere di influenza dell’epoca. Oggi invece abbiamo l’unilateralismo guidato dagli Stati Uniti e i suoi alleati, soprattutto i paesi membri della NATO, da una parte, e, dall’altra, quei paesi che cercano di emergere e favorire il multipolarismo. La Russia è uscita sconfitta e indebolita dalla guerra fredda, quindi parlare di espansionismo russo oggi ha veramente poco senso.

SÌ, perché è necessaria una narrazione diversa dalla falsa dicotomia inculcata dai media mainstream. Infatti, come per la pandemia la questione non è sìvax-novax, la questione concerne la gestione pandemica, che non dev’essere uno strumento in mano alle élite mondialiste, agli enti sovranazionali e alle multinazionali a loro legate per fare i propri interessi e opprimere i popoli. Quindi anche per la crisi in Ucraina la questione non è sìRussia-noRussia, sìguerra-noguerra. 

La guerra non è auspicabile e va sempre perseguita la via diplomatica per risolvere i conflitti, tuttavia qual è l’alternativa quando una delle due parti non rispetta gli accordi e ci sono elementi che con la loro influenza invece di impedire la guerra infiammano le parti?

Immaginate di essere gli amministratori o i proprietari di un condominio, l’amministratore del condominio accanto al vostro inizia ad affittare gli appartamenti a gente poco raccomandabile, gente che tutti sanno in altri quartieri ha già portato caos e distruzione, anche in questo condominio iniziano a verificarsi episodi spiacevoli di violenze e omicidi. Vi lamentate con l’amministrazione di quel condominio, con il proprietario, con il comune, con i vigili. Vengono presi degli accordi, ma puntualmente non vengono rispettati, cosa fate?

Intanto la violenza e le provocazioni aumentano, l’amministrazione non fa niente, il comune non esiste, i vigili fanno finta di non vedere, gli altri condomini non sono in grado di reagire e difendersi. Potreste decidere di lasciare quel condominio e trasferirvi da un’altra parte, ammesso che ce ne sia la possibilità, altrimenti che scelte vi rimarrebbero? Forse soccombere?

Quindi la domanda non è: Ucraina o Russia? Sìguerra o noguerra? La domanda è: quale poteva essere l’alternativa della Russia dopo anni di provocazioni da parte della NATO e degli Stati Uniti, trattati e accordi non rispettati da parte della NATO e del governo ucraino, migliaia di ucraini uccisi nel Donbass?

Chi può negare l’espansione di un’organizzazione destabilizzante come la Nato verso i confini della Russia, contrariamente a quelli che erano gli accordi? Aveva la Russia altre alternative avendo visto il potere distruttivo del divide et impera attuato dalla NATO in Medioriente?

Oggi è necessario prendere una ferma presa di posizione contro la guerra sì, ma capirne anche le radici e le motivazioni affinché siano risolte: quindi bisogna, innanzitutto, comprendere che la radice del problema sono l’unilateralismo degli Stati Uniti e della NATO, e, poi, opporsi a quelle politiche distruttive che hanno portato due popoli fratelli come l’Ucraina e la Russia a combattersi.

Tags: NatoRussiaUcraina
Hanieh Tarkian

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