• Redazione
  • Contatti
mercoledì, Luglio 15, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Islam

Giustizia per la donna col niqab. Difendiamo anche chi ha scelto di non tacere

by Redazione
Luglio 15, 2026
in Islam, islamofobia, Italia, Politica, Prima Pagina
0
Giustizia per la donna col niqab. Difendiamo anche chi ha scelto di non tacere
0
SHARES
50
VIEWS

il Quotidiano La Luce News apre un fondo legale da 10.000 euro per sostenere l’esposto contro Silvia Sardone e difendere Davide Piccardo e gli altri firmatari da azioni legali legate alla vicenda

Una donna musulmana viene fermata per strada, filmata contro la propria volontà e trasformata in materiale per la propaganda politica.

Dieci cittadini decidono di non voltarsi dall’altra parte e presentano un esposto alle autorità.

Pochi giorni dopo, uno dei firmatari, il direttore editoriale de La Luce Davide Piccardo, viene a sua volta denunciato da Silvia Sardone per un articolo di critica politica pubblicato sul nostro giornale.

La vicenda ha quindi aperto due fronti legali. Da una parte, la richiesta che le autorità valutino quanto accaduto alla donna musulmana e alla bambina che si trovava con lei. Dall’altra, la necessità di difendere chi ha denunciato pubblicamente quei fatti e il clima politico nel quale sono avvenuti.

Per questo lanciamo un fondo legale con un obiettivo iniziale di 10.000 euro.

Sostieni il fondo legale di La Luce

Che cosa è accaduto a Torino

Il 12 giugno 2026, a Torino, Silvia Sardone, eurodeputata e vicesegretaria della Lega, ha fermato per strada una donna musulmana che indossava il niqab e si trovava con una bambina nel passeggino.

Nel video successivamente pubblicato sui canali social della parlamentare, la donna afferma di non voler essere ripresa e rivendica di aver scelto liberamente il proprio abbigliamento. Le riprese, tuttavia, continuano.

Nel corso del confronto, Sardone associa il velo integrale a un «sacco della spazzatura», manifesta compassione per la bambina e invita la donna ad andare a Islamabad.

Una cittadina privata, che non aveva scelto di partecipare a un dibattito pubblico, è stata così esposta a centinaia di migliaia di persone e trasformata nel bersaglio di una campagna politica.

Non spetta a noi stabilire se siano stati commessi dei reati. Spetta alla magistratura e alle autorità competenti. Ma riteniamo che quanto accaduto non possa essere liquidato come una normale manifestazione del pensiero.

L’esposto presentato da dieci cittadini e attivisti

Il 29 giugno 2026, dieci cittadini e rappresentanti della società civile, dell’informazione e delle comunità islamiche hanno depositato un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Milano, la Questura, i Carabinieri e il Garante per la protezione dei dati personali.

L’esposto chiede alle autorità di valutare, tra gli altri, possibili profili riguardanti:

  • la prosecuzione delle riprese nonostante il dissenso espresso dalla donna;
  • la lesione della dignità e della reputazione della persona coinvolta;
  • l’eventuale carattere discriminatorio delle condotte e della successiva diffusione;
  • il trattamento dei dati personali della donna e della minore;
  • il possibile pregiudizio arrecato alla bambina presente durante l’episodio.

Presentare un esposto non significa pronunciare una condanna. Significa chiedere allo Stato di diritto di verificare dei fatti.

Non è un tentativo di impedire a Silvia Sardone di esprimere le proprie posizioni sul velo integrale, sull’Islam o sull’immigrazione. La critica politica è libera, anche quando è dura. Ma la libertà politica non elimina i diritti delle persone private, né autorizza automaticamente a inseguirle, filmarle, esporle e umiliarle davanti a un pubblico di massa.

La denuncia contro Davide Piccardo

Dopo la presentazione dell’esposto, Sardone ha sostenuto pubblicamente che l’iniziativa mirasse a imbavagliare o censurare le sue battaglie politiche.

Ora abbiamo appreso che la stessa Silvia Sardone ha denunciato Davide Piccardo, direttore editoriale de La Luce e uno dei firmatari dell’esposto, in relazione all’articolo “La misura è colma”.

Nell’articolo, Piccardo collegava tre fatti avvenuti nell’arco di pochi giorni: l’incendio doloso davanti alla moschea Al-Hoda di Cagliari, i cori contro i musulmani durante il corteo per la “remigrazione” a Roma e il video realizzato da Sardone a Torino.

Si tratta di un articolo di opinione e di critica politica. Un testo duro, che attribuisce responsabilità politiche e denuncia il progressivo deterioramento del clima pubblico nei confronti dei musulmani italiani.

Sarà la giustizia a valutare il contenuto e la fondatezza della denuncia. Noi affronteremo questo passaggio nelle sedi appropriate, con serietà e senza sottrarci ad alcuna verifica.

Ma non possiamo ignorare il paradosso.

Chi ha definito l’esposto contro di sé un tentativo di censura ha scelto ora di ricorrere agli strumenti giudiziari contro il direttore del giornale che ha criticato il suo operato politico.

La risposta di La Luce non sarà il silenzio.

Non lasceremo soli i firmatari

Il problema non riguarda soltanto Davide Piccardo.

Quando cittadini, giornalisti e rappresentanti associativi presentano un esposto contro una figura politica dotata di grande visibilità, risorse economiche e accesso ai principali mezzi di comunicazione, si crea una profonda disparità di potere.

Anche una denuncia destinata a non produrre una condanna può comportare costi legali, mesi di lavoro, pressioni personali e un forte effetto intimidatorio.

Il messaggio rivolto alla società civile rischia di diventare molto semplice: criticare una persona potente costa caro.

Noi vogliamo affermare il principio opposto.

Nessuno dei dieci firmatari deve essere lasciato solo per avere utilizzato gli strumenti previsti dalla legge. Nessun giornalista deve essere costretto a scegliere tra esercitare il diritto di critica e proteggersi economicamente dalle conseguenze di una causa.

Difendere i firmatari non significa considerarli al di sopra della legge. Significa permettere loro di essere assistiti in modo adeguato, rispondere nelle sedi competenti e continuare a svolgere il proprio lavoro senza essere schiacciati dal peso economico del contenzioso.

Perché questo caso riguarda tutti

Questo non è un conflitto privato tra Silvia Sardone, Davide Piccardo e alcune organizzazioni musulmane.

Riguarda il confine tra propaganda politica e dignità personale.

Riguarda il diritto di una cittadina comune a non essere trasformata in un simbolo negativo da una rappresentante delle istituzioni.

Riguarda il diritto dei giornalisti di criticare il potere.

Riguarda il diritto dei cittadini di rivolgersi alla magistratura senza essere esposti, per questo, a conseguenze economiche che non sono in grado di sostenere.

Riguarda, infine, la libertà dei musulmani italiani di partecipare alla vita pubblica senza dover accettare l’umiliazione come prezzo della propria presenza.

Gli articoli 3 e 8 della Costituzione italiana tutelano la pari dignità e l’uguale libertà delle confessioni religiose. Non sono principi riservati alle comunità considerate più rispettabili, più popolari o politicamente più convenienti.

La dignità non si ferma davanti a un niqab.

La libertà di stampa non si ferma davanti a una querela.

L’obiettivo: raccogliere 10.000 euro

Il fondo servirà a sostenere entrambi i fronti legali aperti dalla vicenda.

Impiego previsto Stima iniziale
Assistenza legale relativa all’esposto e monitoraggio del procedimento 4.000 euro
Difesa di Davide Piccardo e degli altri firmatari da azioni legali connesse 4.000 euro
Consulenze su privacy, trattamento dei dati e tutela della minore 750 euro
Trascrizioni, acquisizione e analisi tecnica dei contenuti video 750 euro
Depositi, notifiche, copie degli atti e spese amministrative 500 euro
Totale 10.000 euro

Questa ripartizione è una stima iniziale. Le esigenze potranno cambiare in base agli sviluppi dei procedimenti, agli atti che saranno notificati e alle decisioni delle autorità.

Ogni modifica sostanziale nell’utilizzo dei fondi sarà comunicata pubblicamente.

Trasparenza e aggiornamenti

La Luce pubblicherà aggiornamenti sull’evoluzione della vicenda e sull’impiego delle somme raccolte, nel rispetto del segreto investigativo, della strategia difensiva e della riservatezza delle persone coinvolte.

I fondi saranno utilizzati esclusivamente per spese legali, tecniche e amministrative direttamente collegate:

  • all’esposto sul caso della donna con il niqab;
  • alla possibile tutela della donna e della bambina;
  • alla difesa di Davide Piccardo;
  • alla difesa degli altri firmatari qualora fossero coinvolti in iniziative legali connesse;
  • alla tutela dell’attività giornalistica di La Luce in questa vicenda.

Non stiamo chiedendo un assegno in bianco. Stiamo chiedendo alla nostra comunità di costruire insieme una difesa legale trasparente e collettiva.

Come sostenere la campagna

Puoi contribuire attraverso la pagina ufficiale:

Dona al fondo legale per la donna col niqab e per la difesa dei firmatari

Anche una piccola donazione può fare la differenza. Dieci, venti o cinquanta euro, moltiplicati per centinaia di persone, permettono alla società civile e all’informazione indipendente di non arretrare.

Puoi aiutarci anche condividendo questa pagina, parlandone nella tua associazione, nella tua comunità, nella tua moschea o con le persone che credono nella libertà di stampa e nell’uguaglianza davanti alla legge.

Non chiediamo privilegi.

Chiediamo che una donna musulmana riceva la stessa protezione che pretenderemmo per qualsiasi altra cittadina.

Chiediamo che chi denuncia un abuso possa difendersi.

Chiediamo che il costo economico della giustizia non diventi uno strumento per imporre il silenzio.

Sostieni La Luce. Sostieni la dignità. Difendi il diritto di non tacere.

Tags: CagliariCostituzione italianaDavide Piccardodenunciadiritto di criticadiscriminazione religiosadonna con il niqabEspostofondo legalegiornalismo indipendenteIslamofobiaLa Luce NewsLegaLibertà di stampalibertà religiosaMinorimoschea Al-Hodamusulmani italianiodio anti-islamicoprivacyRaccolta FondiRemigrazioneRomaSilvia SardoneTorinotutela della dignitàviolenza verbale
Redazione

Redazione

Next Post
Silvia Sardone denuncia Davide Piccardo. La Luce News non arretra

Silvia Sardone denuncia Davide Piccardo. La Luce News non arretra

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recommended

News Summer Series ’22 – Scarica gratuitamente la prima edizione

4 anni ago
Musulmani uniti contro il genocidio: manifestazione nazionale a Milano sabato 12 aprile

Musulmani uniti contro il genocidio: manifestazione nazionale a Milano sabato 12 aprile

1 anno ago
Ad un anno dal 7 ottobre la resistenza non si può piegare uccidendo i suoi leader

Ad un anno dal 7 ottobre la resistenza non si può piegare uccidendo i suoi leader

2 anni ago

Popular News

  • Giustizia per la donna col niqab. Difendiamo anche chi ha scelto di non tacere

    Giustizia per la donna col niqab. Difendiamo anche chi ha scelto di non tacere

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Silvia Sardone denuncia Davide Piccardo. La Luce News non arretra

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • La misura è colma

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dalla scuola all’esercito israeliano, coi beni pubblici: il caso Sant’Ambrogio imbarazza Roma

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Lindsay Graham è morto: il male in giacca e cravatta

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×