• Redazione
  • Contatti
martedì, Luglio 7, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Israele

Accademici di giornalismo confutano il New York Times sulla fake news delle violenze sessuali da parte di Hamas

by Mose Bei
Maggio 3, 2024
in Israele, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
0
Accademici di giornalismo confutano il New York Times sulla fake news delle violenze sessuali da parte di Hamas
0
SHARES
0
VIEWS

Un gruppo di oltre cinquanta professori di giornalismo, provenienti dalle più prestigiose università, ha sollevato questioni importanti riguardo al recente rapporto investigativo del New York Times in cui si descriveva un “modello di violenza di genere” nella contro-offensiva di Hamas del 7 Ottobre contro il regime israeliano.

Le critiche mosse dai professori, insieme a quelle provenienti da altri settori e persino da alcuni membri del personale del Times, confutano la credibilità delle fonti utilizzate e il processo editoriale che ha portato alla pubblicazione del rapporto.

In una lettera inviata ai vertici del Times, visionabile qui nella sua versione integrale, i professori hanno richiesto con forza una revisione indipendente dei processi di redazione  e pubblicazione adottati per questa particolare storia. Tale revisione dovrebbe essere condotta da un gruppo di esperti di giornalismo e dovrebbe essere resa pubblica per garantire trasparenza e responsabilità.

La risposta del Times, che afferma di aver esaminato il lavoro svolto sul rapporto e di essere soddisfatto che abbia rispettato gli standard editoriali, non ha placato le preoccupazioni sollevate dagli accademici.

Il rapporto originale del Times, intitolato “‘Screams Without Words’: Violenza sessuale il 7 ottobre”, è stato oggetto di critiche già dalla sua pubblicazione. I parenti di una vittima degli attacchi hanno confutato la rappresentazione caricaturale dei fatti riportata dal Times, mentre altre critiche hanno evidenziato discrepanze tra i vari resoconti forniti da testimoni citati nella storia.

Inoltre, l’impiego di due freelancer relativamente inesperti per la reportistica – Anat Schwartz and Adam Sella –  anziché affidarsi a giornalisti più esperti, ha sollevato seri interrogativi riguardo alle pratiche di raccolta delle notizie del Times. Si è in seguito scoperto che Schwartz , ad esempio, ha espresso convinzioni anti-palestinesi oltre ad avere legami con l’esercito israeliano, cosa che ha portato alla luce un estremo pregiudizio filo-israeliano nel report del Times. Schwarz è arrivata a chiedere in un Tweet che la Striscia di Gaza fosse trasformata in un mattatoio e ha affermato anche che gli israeliani avrebbero dovuto uccidere i prigionieri palestinesi come vendetta nel caso in cui anche solo ”un capello” fosse stato torto ai prigionieri israeliani. I toni di Schwarz sono chiari quando chiede al regime israeliano: ”Violate ogni norma per ottenere la vittoria”.

La lettera dei professori sopra citata riporta anche dichiarazioni rilasciate da uno dei reporter del Times dopo la pubblicazione della storia, che sembrano contraddire alcuni dettagli cruciali del rapporto stesso.

Nonostante il Times abbia successivamente fatto un passo indietro riportando nuove prove video che mettono in discussione alcuni dettagli della sua indagine iniziale, non è stata emessa alcuna correzione o rettifica del rapporto originale. Una decisione definita “insolita” dagli accademici.

In un momento in cui l’opinione pubblica negli Stati Uniti sta riconsiderando criticamente gli eventi a Gaza, la tempistica e l’accuratezza dei rapporti giornalistici diventano ancora più cruciali.

Gli accademici concludono che solo attraverso una revisione indipendente e trasparente sarà possibile dissipare i dubbi e preservare l’integrità del giornalismo.

Crediti immagine copertina: The New Arab

Mose Bei

Mose Bei

Next Post
Gaza ed il ritmo di vita scandito dal rintoccare delle bombe e della morte: ultima corrispondenza da Gaza

Gaza ed il ritmo di vita scandito dal rintoccare delle bombe e della morte: ultima corrispondenza da Gaza

Recommended

Milano, piazza piena per la Palestina:”Stop al genocidio” 

Milano, piazza piena per la Palestina:”Stop al genocidio” 

5 anni ago
Sulla salute stiamo dando i numeri

Sulla salute stiamo dando i numeri

6 anni ago
Khader Adnan, detenuto palestinese in sciopero della fame, muore in un carcere israeliano

Khader Adnan, detenuto palestinese in sciopero della fame, muore in un carcere israeliano

3 anni ago

Popular News

  • Hussam Abu Safiya, il medico di Gaza ostaggio di Israele che sta per morire

    Hussam Abu Safiya, il medico di Gaza ostaggio di Israele che sta per morire

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • A caccia di musulmani: il caso Sardone e la crociata anti-islamica della destra italiana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Riflessioni su: Iran, La guerra di Epstein di Davide Piccardo

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Silvia Sardone molesta donna musulmana e la sua figlia minore per strada, la comunità islamica si mobilita

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Esposto alla Procura di Milano: dieci firmatari denunciano gli insulti della Sardone contro una donna musulmana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×