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Home Ayasofia

All’interno di Aya Sofia c’è un quadrante in cui i musulmani non pregano

by Redazione
Luglio 28, 2020
in Ayasofia, Fede, Islam, Mondo, Prima Pagina, Storia, Turchia
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All’interno di Aya Sofia c’è un quadrante in cui i musulmani non pregano
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Nelle foto trasmesse ai media dalle principali agenzie di stampa manca un particolare: esiste uno spazio circolare all’interno della moschea di Aya Sophia che è interdetto al culto. Secondo la tradizione ortodossa quello spazio è sacro perché vi apparve la Vergine Maria.

Quando dopo la conquista di Costantinopoli la basilica fu trasformata in moschea, era in cattive condizioni e fu ristrutturata, la bellezza dell’edificio dovette essere notata anche dagli occhi di Mehmet II e dai dignitari che l’affollavano, un fascino descritto da un pio scrittore bizantino a suo tempo:

Tanto trabocca di Luce ed i raggi del sole vi scintillano che il sito non si direbbe illuminato dalla luce del sole, semmai che la luminosità vi termini intrinseca, tale è la sovrabbondanza di luce che vi è  riversata . (Procopio di Cesarea Santa Sofia tempio di luce ed. Java Book).

Prima di tutto ci chiediamo: perché la moschea continua a chiamarsi Aya Sofia? Perche Aya significa segno e Sofia non indica Santa Sofia, ma la Sapienza divina, così come non esiste Santa Irene, ma esiste la Chiesa della Pace a poche centinaia di metri dalla moschea.

Erdogan, tra storia e fede

Molti hanno accusato Erdogan di essere un fanatico guerrafondaio continuatore di un impero aggressivo e sanguinario, ma la storia dimostra esattamente il contrario e soprattutto che è possibile difendere la propria fede senza arretrare né siglare inaccettabili compromessi sui princìpi, continuando a rispettare le altre fedi.

Abbiamo già spiegato in queste pagine quale sia stata l’atteggiamento dell’Impero Ottomano, vero crogiolo di etnie e di religioni, dove il rispetto per l’altro era costitutivo della personalità  musulmana e comprendeva non solo gli uomini, ma anche gli animali e la natura.

https://laluce.news/2020/07/27/mehmet-ii-protettore-dei-cristiani-il-pluralismo-religioso-nella-istanbul-ottomana/

Non a caso la mascotte di Aya Sofia è un bel gattone dal colore dorato che vi abita da 16 anni.

Nelle foto trasmesse ai media dalle principali agenzie di stampa manca un particolare: esiste uno spazio circolare all’interno della moschea di Aya Sophia che è interdetto al culto. 

Secondo la tradizione ortodossa quello spazio è sacro perché vi apparve la Vergine Maria (pace su di lei e su suo figlio).

Quanto al significato della spada di Mehmet II, tenuta con la mano sinistra dall’imam durante la khutba di Venerdì scorso, rimanda alla protezione di tutti garantita da un potere musulmano che protegge ogni abitante della nazione, a prescindere da etnia, religione, genere e condizione sociale. Rimanda inoltre al concetto nobilissimo della Cavalleria Musulmana e non certo all’oppressione ed alla guerra (proibite dalla Sharia).

Il Cavaliere si metteva completamente al servizio della religione piuttosto che del potere, che era finalizzato unicamente alla maggior gloria della religione. 

La spada aveva inoltre un significato simile a quello dato dai biblisti al detto evangelico secondo cui Gesù avrebbe affermato “Non sono venuto per portare la pace ma la spada” (Giovanni ): la spada è qui il discrimine tra il vero ed il falso, tra la via della salvezza e quella della dannazione, tra chi vuole giustizia e pace in nome dell’Unico e chi serve i tiranni ed i guerrafondai. 

Tra tutti questi significati quello militare è l’ultimo e il meno importante. Purtroppo molti hanno dato rilevanza a quest’ultimo tralasciando gli altri.

Tags: AyasofiaCostantinopoliErdoganImpero OttomanoIslamMusulmani
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