• Redazione
  • Contatti
lunedì, Aprile 20, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Scienza

Ciò che vediamo oggi non è scienza ma scientismo

by Carlo Delnevo
Dicembre 13, 2021
in Scienza, Voci
0
Ciò che vediamo oggi non è scienza ma scientismo
0
SHARES
0
VIEWS

La pandemia Covid19 ha fatto il suo esordio ormai quasi due anni orsono cambiando radicalmente la realtà nella quale noi tutti viviamo, e ha fornito lo spunto per dare ulteriore forza ad un’ideologia che è presente nel mondo occidentale, il nostro mondo, dal diciottesimo secolo, il secolo dei Lumi, ed ha seguito con maggiore o minore intensità i secoli successivi, toccando il suo Zenit alla fine del diciannovesimo secolo. 

Stiamo parlando di quella visione della Scienza, che facendosi ideologia, – ideologia intesa qui in senso marxiano, cioè falsa coscienza- diventa scientismo. Lo scientismo fa della Scienza una specie di metafisica, di fatto una realtà religiosa, e della religione porta tutti i connotati, tutti i dogmi, tutti i rituali, e anche un suo specifico clero sacerdotale: gli scienziati.

La religione scientista è quella religione che nella seconda metà del diciannovesimo secolo guardava al mondo e alla realtà con grande ottimismo, e prevedeva un futuro radioso per l’umanità; un futuro finalmente libero dalla malattia, dal bisogno, e chissà magari anche dalla morte; dove la luce elettrica, allora recentemente apparsa e diffusa, avrebbe illuminato insieme alla luce della scienza la vita e i giorni di tutti gli esseri umani. Quella religione si fece anche filosofia e divenne positivismo, si fece politica e divenne socialismo, o perlomeno una parte importante di esso. 

Ma nessuna scoperta scientifica riuscì a impedire lo scoppio della prima guerra mondiale con i suoi spaventosi massacri di giovani vite e neppure riuscì ad impedire la terribile epidemia di influenza Spagnola che ne seguì- pandemia universale che fece un numero di vittime incalcolabile, si pensa oggi che il numero si situi fra i 50 e i 100 milioni di morti. 

Quegli avvenimenti catastrofici si incaricarono dunque di spegnere gli ingenui entusiasmi positivistici, e riportarono gli esseri umani alla dura realtà. La vita, anche se illuminata da lampadine elettriche, quasi mai è un giardino di rose, e non vi mancheranno, per misterioso e insondabile decreto divino, la sofferenza e infine la morte. C’è qualcosa che sfugge in essa, una complessità, in ultima analisi un mistero che nessuna scienza, nessun razionalismo è in grado di catturare e di dominare. 

La scienza tuttavia, ha meriti immensi e innegabili; essa indaga la realtà del mondo materiale, quel mondo che solo dovrebbe essere di sua competenza, ne coglie le leggi e i meccanismi più profondi; fornisce agli esseri umani invenzioni e scoperte straordinarie e la scienza, in quanto medicina, ha permesso di combattere e di vincere malattie che furono a lungo letali, terrificanti piaghe nella carne viva dell’umanità. Nessuno può negare questi fatti. 

Il filosofo austriaco Karl Popper ha detto che un asserto è scientifico se può essere falsificato. L’esempio classico è il seguente: Se affermo che tutti i cigni sono bianchi, il mio asserto sarà valido fino al giorno in cui l’apparire di un cigno nero confuterà e renderà inutilizzabile da un punto di vista logico e pratico quella mia precedente affermazione secondo cui tutti, ma proprio tutti i cigni di questo mondo sono bianchi. Qualsiasi asserto non confutabile, Popper dice non falsificabile, non appartiene al mondo della scienza, ma potrebbe appartenere ad altri ambiti, ad esempio a quello religioso.

La scienza quindi, non lo scientismo che ne è una degenerazione, mette continuamente in discussione le sue conquiste, non vi può essere nulla in essa che debba essere affermato come un dogma inconfutabile, perché qualsiasi affermazione dogmatica è per sua natura stessa antiscientifica. 

Tutto ciò sembra in questi giorni di pandemia da Covid19 essere stato dimenticato, o più probabilmente la stragrande maggioranza degli uomini appartenenti alla maggioranza dei partiti politici e dei giornalisti dei principali media nazionali mai ne hanno sentito parlare, visto che stiamo assistendo ad un monolitico schieramento politico-mediatico che ha organizzato una campagna di informazione-indottrinamento sulla vaccinazione di massa da perseguirsi con qualsiasi mezzo, anche con la costrizione, contro il quale nessun dubbio viene ammesso, nessun atteggiamento neppure di tipo agnostico viene tollerato. Chi non si conforma viene dichiarato in preda al marasma senile come nel caso del premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, oppure irriso come un intellettuale bizzarro ed egocentrico, come capita ai vari Cacciari, Agamben, Freccero.

La scienza, e la scienza medica in particolare, oltre ai meriti innegabili di cui si è detto, ha avuto anche i suoi momenti neri, le sue débâcles. Non si può dimenticare ad esempio che il medico e neurologo portoghese Antonio Egas Moniz, invece che la radiazione dall’ordine, ricevette nel 1949, quindi in pieno evo contemporaneo, il premio Nobel per la medicina per aver praticato per la prima volta nella storia umana una lobotomia, quella terribile e crudele tecnica neurochirurgica i cui effetti furono raccontati con l’interpretazione artistica magistrale di Jack Nicholson nel film di Milos Forman, Qualcuno volò sul nido del cuculo. 

E neppure si dovrebbero dimenticare i 40.000 bambini statunitensi a cui negli anni 50 del secolo scorso fu inoculata la poliomielite per colpa di un vaccino il cui virus era stato non sufficientemente attenuato, o tutti quei bambini nati focomelici per colpa di un farmaco, il Talidomide, somministrato a decine di migliaia di donne in gravidanza.

Tags: covidscientismoScienza
Carlo Delnevo

Carlo Delnevo

Next Post
I Rohingya intentano causa miliardaria a Facebook: ha agevolato il genocidio

I Rohingya intentano causa miliardaria a Facebook: ha agevolato il genocidio

Recommended

Ecco come l’accordo tra Emirati e Israele mette in chiaro lo schema delle alleanze in Medio Oriente

Ecco come l’accordo tra Emirati e Israele mette in chiaro lo schema delle alleanze in Medio Oriente

6 anni ago
Rischio ripresa del genocidio dei rohingya, lo afferma il capo della commissione ONU sul Myanmar

Rischio ripresa del genocidio dei rohingya, lo afferma il capo della commissione ONU sul Myanmar

6 anni ago
La controffensiva iraniana contro il regime israeliano e la necessità storica di una Realpolitik anti-sionista deterrente

La controffensiva iraniana contro il regime israeliano e la necessità storica di una Realpolitik anti-sionista deterrente

2 anni ago

Popular News

  • Libano: i sionisti come i nazisti a caccia di musulmani protetti dai cristiani negli scantinati

    Libano: i sionisti come i nazisti a caccia di musulmani protetti dai cristiani negli scantinati

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Cartagine, dal sacrificio umano all’Islam: il Tophet e il rischio di mitizzare il passato pre-islamico

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • ELNET-AIPAC, la lobby che influenza politici e opinion maker europei (e italiani) verso Israele

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • I rantoli della morte del governo Meloni dietro la sospensione del memorandum

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Annullato l’arresto di Hannoun, la Cassazione smonta il teorema

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×