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Circoncisione rituale negli ospedali pubblici: una scelta di salute

by Giuseppe D'Amico
Giugno 23, 2021
in Italia, Medicina, Prima Pagina, Salute
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La circoncisione è da molti considerata una pratica obsoleta o financo detestabile, essa però non è in alcun  modo equiparabile a quelle pratiche tribali ed abominevoli, come ad esempio l’infibulazione delle donne.

Chi conosce di cosa stiamo parlando, sa come essa sia invece una pratica vantaggiosa da molti punti di vista, come nella prevenzione delle fimosi in adulti e bambini e nella prevenzione delle infezioni.

 Chi in Italia fino ad oggi ha voluto praticare la circoncisione rituale per se stesso o per i propri figli, si è spesso sentito rispondere con una mal celata contrarietà da parte dei medici. Il più delle volte i sanitari acconsentono ad essa, giustamente, affinché si possa evitare che pratiche “casalinghe” provochino gravi problemi di salute o menomazioni ai malcapitati. Ci sono stati infatti nel nostro paese nel recente passato tristi fatti di cronaca che hanno coinvolto bambini anche piccolissimi.

Eppure forse pochi sanno che da diversi anni, proprio nei paesi occidentali, molte persone praticano la circoncisione perché essa si è rivelata protettiva nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili in generale e in particolare riguardo alla trasmissione dell’HIV.

Negli USA sono proprio le classi più abbienti che praticano più frequentemente la circoncisione nei bambini sin da piccoli. Già da molti anni si stanno promuovendo campagne per la circoncisione nei paesi come l’Uganda, dove l’infezione da HIV è praticamente endemica, con lo scopo appunto di diminuire il rischio di contagio. Purtroppo queste campagne sono state ostacolate dal timore che la protezione offerta dalla circoncisione favorisse una maggiore promiscuità che, secondo alcuni, avrebbe annullato i benefici delle campagne stesse.

Oggi finalmente un’analisi di tutti gli studi prospettici fatti a tale riguardo, dimostra chiaramente non solo l’efficacia della circoncisione nel prevenire malattie sessualmente trasmissibili, ma anche come i suoi benefici a livello epidemiologico non vengano affatto neutralizzati da presunti atteggiamenti meno prudenti.

Finalmente in molte regioni d’Italia si potrà chiedere la circoncisione per se stessi e per i propri figli non solo a scopo rituale ma anche con motivazioni facilmente condivisibili dai non musulmani.

Non tutte le regioni d’Italia hanno inserito la circoncisione tra i cosiddetti LEA (livelli essenziali di assistenza) ma hanno oggi un motivo in più per farlo, le politiche di profilassi pubblica hanno invece un motivo in più per promuovere questa pratica, e i medici interpellati a proposito invece, non avranno finalmente più motivi per “storcere il naso” di fronte a tale richiesta. 

Tags: CirconcisionemedicinaSalute
Giuseppe D'Amico

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