• Redazione
  • Contatti
sabato, Luglio 11, 2026
No Result
View All Result
NEWSLETTER
La Luce
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Editori della Luce
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English
No Result
View All Result
La Luce
No Result
View All Result
Home Mondo

Dal 2020 in Kenya si studierà mandarino a scuola, continua l’avanzata cinese in Africa

by Isabella Ippolito
Ottobre 22, 2019
in Mondo, Prima Pagina
0
Dal 2020 in Kenya si studierà mandarino a scuola, continua l’avanzata cinese in Africa
0
SHARES
1
VIEWS

Mentre l’Occidente sembra avere difficoltà a identificare un’identità contemporanea e a perseguire progettualità efficaci e sostenibili a 2-3 anni, interi continenti procedono con l’attuazione di visioni a 15-25-30 anni come base organizzativa .

Proprio nei giorni in cui inizia il vertice Russia- Africa durante il quale i Russi offriranno cooperazione nei settori energetico e militare il “fascino offensivo” politico di Beijing in Africa ha reso la Cina un attore importante nel continente.

A gennaio, l’ente governativo Curriculum Development Institute kenyota ha annunciato che nel 2020 il mandarino, oltre al francese, al tedesco e l’arabo, diventerà parte del curriculum scolastico come materia opzionale nelle scuole elementari. Il Kenya è l’ultima nazione dell’Africa orientale a seguire questo trend per quanto riguarda l’insegnamento della lingua cinese dopo Tanzania, Rwanda, Uganda, Zimbabwe e Sudafrica, tra gli altri.

In Africa in particolar modo la presenza cinese è in rapida diffusione: tramite il Confucius Insitute, che ha anche creato una sezione presso l’università di Nairobi, la Cina ha offerto la massima collaborazione al Kenya, per lo sviluppo dei nuovi corsi, rendendo disponibili insegnanti delle proprie università. Gli insegnamenti di Confucio, il grande e universalmente riconosciuto filosofo cinese che visse 500 anni prima di Cristo, non pare abbiano molto da spartire con la Cina odierna, soprattutto riguardo ai principi da lui propugnati di rettitudine e giustizia.

Questa politica è messa in atto dalla Repubblica Cinese non solo per avere forza lavoro più facilmente gestibile ma sopratutto per creare un nuovo mercato di riferimento al quale vendere prodotti Made in Africa di industrie dal management autoctono ma di proprietà cinese .

Le risorse naturali dell’Africa hanno da sempre fatto gola al mondo intero e la Cina sulla scia di grandi investimenti infrastrutturali, prestiti agevolati e sovvenzioni, ha giocato la sua partita negli ultimi decenni cercando di sviluppare forti partnership commerciali con diversi paesi africani al fine di approfondire ulteriormente i legami e rendere la sua attrattiva meno dipendente da finanziamenti diretti.

La fonte di questo ultimo successo nella policy di sviluppo è da individuare nella pressante politica attrattiva asiatica: la Cina sta costruendo un’immagine positiva rivolta al mondo con un occhio di riguardo all’Africa, promuovendo ad esempio la visione di vantaggi economici reciproci dallo sviluppo della “cooperazione” bilaterale.

Questo sforzo è legato al concetto di “soft power“ caposaldo della Repubblica del Presidente Xi Jinping e strumento di attuazione della sua grande strategia geopolitica ed economica decisamente ispirato al vincente modello di espansione statunitense del passato.

Il “soft power” di qualsiasi paese si basa sul fascino della sua cultura, dei valori sociali e politici e del modello economico. In combinazione, questi concetti devono risultare allettanti per gli altri, al fine di influenzare senza che si verifichi coercizione.

La percezione della Cina tra gli africani è ampiamente positiva, in particolare tra le giovani generazioni, che ammirano gli impressionanti progressi economici promossi dalla Cina negli ultimi decenni e la sua abilità in campo scientifico e tecnologico.

La Cina è consapevole di come queste politiche di sviluppo dirette e indirette possano aiutare a nutrire gli alleati geopolitici, esportare il suo modello e valori economici e, forse soprattutto, far sì che i paesi africani prestino attenzione alla Cina perché vogliono, e non solo perché vogliono ottenere fondi per il loro prossimo grande progetto infrastrutturale.

L’aumento dell’utilizzo in modo strategico dell’uso di strumenti culturali, educativi e diplomatici per aumentare l’appeal cinese in tutto il mondo prosegue all’interno di progetti a lungo termine implementando nuovi metodi di “conquista” e “ colonialismo”.

Il noto progresso economico cinese è stato accompagnato da una costante espansione della sua influenza culturale e diplomatica a livello globale, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Alcuni esperti vedono l’espansione della Cina realizzarsi a spese degli Stati Uniti, che utilizzavano efficacemente il soft power durante la guerra fredda, altri invece sottolineano che le considerevoli sfide interne della Cina potrebbero presto minare il suo appeal internazionale.

Tags: AfricaCinaKenyaMandarino
Isabella Ippolito

Isabella Ippolito

Next Post
Emergenza: 1.262.000 minori italiani in povertà: cifra triplicata in 10 anni

Emergenza: 1.262.000 minori italiani in povertà: cifra triplicata in 10 anni

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recommended

Inaugurata a Venezia la nuova sede della Moschea cittadina

4 anni ago
Come funziona l’Accordo UE- Turchia sui rifugiati siriani

Come funziona l’Accordo UE- Turchia sui rifugiati siriani

7 anni ago
Il mio viaggio alla scoperta della Moschea di Woking nel Regno Unito

Il mio viaggio alla scoperta della Moschea di Woking nel Regno Unito

4 anni ago

Popular News

  • Il frutto del male: l’odio anti-islamico ha superato il punto di ebollizione

    Il frutto del male: l’odio anti-islamico ha superato il punto di ebollizione

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dalla scuola all’esercito israeliano, coi beni pubblici: il caso Sant’Ambrogio imbarazza Roma

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Silvia Sardone molesta donna musulmana e la sua figlia minore per strada, la comunità islamica si mobilita

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Esposto alla Procura di Milano: dieci firmatari denunciano gli insulti della Sardone contro una donna musulmana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • A caccia di musulmani: il caso Sardone e la crociata anti-islamica della destra italiana

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Connect with us

La Luce

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

Navigo il sito

  • Redazione
  • Contatti

Seguici

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Editori della Luce
  • Sostienici
  • Voci
  • Mondo
  • Italia
  • Fede
  • Palestina
  • English

© 2026 La Luce News. Tutti i diritti riservati.

×