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Home Arabia Saudita

Terremoto a corte: Mohammad bin Salman fa arrestare 20 principi tra cui il fratello del re

by Davide Piccardo
Marzo 8, 2020
in Arabia Saudita, Mondo, Prima Pagina
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Sarebbero almeno 20 i principi (tutti a diverso grado suoi cugini) che Mohammad bin Salman avrebbe fatto arrestare negli ultimi giorni; una vera e propria epurazione che colpisce persone ai massimi livelli della dinastia saudita tra cui uno dei fratelli del re, l’emiro Ahmed bin Abdulaziz e suo figlio.

Questi arresti eccellenti , sono stati motivati dall’accusa di tradimento, ha dato il via ad una purga generale che ha investito molti altri principi sospettati di aver tramato per organizzare un colpo di Stato contro l’erede al trono Mohmed bin Salman, (noto come MBS)

 

Dei venti arrestati si conoscono solo i nomi di quattro di loro: il principe Ahmed; suo figlio il principe Nayef bin Ahmed bin Abdulaziz, capo dell’autorità di intelligence e di sicurezza delle forze di terra; l’ex principe ereditario Mohammed bin Nayef e il suo fratellastro Nawaf.

Il figlio dell’emiro Ahmed è il membro di rango più alto delle forze armate saudite.

Poco dopo gli arresti, MBS ha ordinato ai principi del regno di twittare la loro lealtà nei suoi confronti.

Secondo una fonte locale citata da Reuters, MBS ha accusato i congiunti di avere contatti con potenze straniere, compresi gli americani e altri, per “organizzare e portare a termine un colpo di stato”.

Secondo l’agenzia Reuters sarebbe stato lo stesso re Salman a firmare i mandati di arresto. E’ noto che il re soffre di demenza ma secondo le fonti in quel momento “il suo stato mentale era buono”.

https://laluce.news/2020/01/19/processo-khashoggi-una-farsa-mandante-condannato-esecutori/

Venerdì scorso erano circolate voci inquietanti sulla sorte del principe Miteb bin Abdullah, un tempo considerato uno dei principali pretendenti al trono, che nel 2017 è stato rilasciato dalla detenzione (e dalle torture subite) nel Hotel Ritz Carlton dopo aver pagato oltre 1 miliardo di dollari di riscatto.

Miteb, 65 anni, è il figlio del defunto re Abdullah ed ex capo della Guardia nazionale.

Quello che sta avvenendo in Arabia Saudita è una crisi di enormi proporzioni, peggiore anche di quella del 2017 che vide il sequestro di 500 grandi finanzieri, commercianti e industriali che furono trattenuti al Ritz Carlton con accuse di corruzione e di quella successiva l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi a Istanbul nell’anno successivo.

Bin Nayef, un membro cruciale dell’alleanza antiterrorismo guidata dalla CIA e dal Pentagono, fu invece privato del suo entourage e isolato senza possibilità di viaggiare o comunicare con l’esterno. E’ stato arrestato venerdì insieme al fratellastro in un accampamento nel deserto del Paese.

Bin Nayef e principe Ahmed, a fronte del malcontento crescente erano considerati a potenziali sostituti dell’attuale principe ereditario.

Ahmed che è il dissidente reale più alto del regno e non aveva mai celato le sue critiche a MBS, fu spinto a rientrare nel Regno dalla suo auto-esilio a Londra da altri principi che lo convinsero che il suo altissimo rango ( membro del Baya, o Allegiance Council, l’organismo che ancora deve nominalmente approvare l’accesso di MBS al trono) lo avrebbe protetto.

Ahmed aveva espresso la sua opposizione alla nomina di MBS a principe ereditario e alla guerra nello Yemen in cui MBS, il qualità di ministro della difesa, aveva coinvolto il Paese nel 2015

A differenza di Bin Nayef al suo ritorno, Ahmed fu trattato con rispetto mantenne il suo appannaggio e la sua corte in quanto principe anziano e, fino ad ora, gli era stato permesso di viaggiare.

Non si sa quale sarà la sorte del ministro degli interni Abdelaziz bin Saud bin Nayef, ora che due suoi zii sono in arresto per tradimento

La situazione generale non è favorevole a MBS, le sue riforme si sono impantanate, il prezzo del greggio è sceso dopo che la Russia ha rifiutato la scorsa settimana di tagliare la sua produzione e il malcontento sta crescendo nel regno anche per la decisione del principe ereditario di chiudere (parzialmente) le due Sante Moschee di Mecca e Medina a tutti i pellegrini, e questo a un mese mezzo dall’inizio del mese di Ramadan in cui si registra solitamente una grandissima affluenza per Umra (la visita ai luoghi santi in Arabia Saudita).

Tags: arabia sauditaMBSMohammad Bin Salman
Davide Piccardo

Davide Piccardo

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