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Home Personaggi

L’uomo che mise a tappeto Bruce Lee: Storia di Moncef Ouerghi, il tunisino che inventò lo zamaqtal

by Davide Piccardo
Ottobre 30, 2019
in Personaggi, Storie
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L’uomo che mise a tappeto Bruce Lee: Storia di Moncef Ouerghi, il tunisino che inventò lo zamaqtal
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La storia di Moncef Ouerghi il maestro tunisino che mise al tappeto il mitico Bruce Lee.

Avete mai sentito parlare di Bruce Lee? Certo che sì. Un grande lottatore, esperto di arti marziali, attore e anche filosofo e pensatore. Ha fatto amare le arti marziali ad almeno 4 generazioni in tutto il mondo.

Il suo debutto, come protagonista in un’opera cinematografica, avvenne nel 1971; prima ebbe ruoli secondari, con il film “Il furore della Cina colpisce ancora” che riscosse un grandissimo successo tanto che, nella sola Hong Kong, i botteghini fecero registrare un nuovo record di incassi: 3 milioni e mezzo di dollari! In Italia il film uscì nel 1973 incassando 200 milioni del vecchio conio, la lira.

Prima della sua morte, nel 1973, girò 4 film da protagonista.

Ma allora, chi è stato il Maestro Muhammad Moncef Ouerghi? Si tratta di un lottatore tunisino arrivato alla cintura nera, decimo dan, ma che si è poi formato e specializzato in tante altre discipline nella lotta per poi giungere alla creazione della sua disciplina personale: al zamaqtal.

Questa disciplina si è poi diffusa in Tunisia ed in Algeria.

Come si sono incrociate le strade di Bruce Lee e Moncef Ouerghi?

Al Munsef era un giramondo e andava sempre alla ricerca di Maestri da cui imparare e lottatori con cui combattere nei tornei: Giappone, Cina, Malesia, Filippine ed infine approdò in Germania.

Infatti, nel 1972, dalla Germania si diresse verso gli Stati Uniti d’America, per partecipare ad un torneo di arti marziali, proprio in rappresentanza della nazionale tedesca.

Fu in quel torneo che  Moncef e Bruce Lee si incontrarono e, secondo le interviste rilasciate dallo stesso ed il reportage di Al Jazeera sulla vita di Moncef, fu in occasione di quell’incontro che Bruce Lee fu messo al tappeto, senza riuscire a risollevarsi.

Nel 1982 Moncef fece ritorno in Tunisia per promuovere la sua scuola di combattimento ma poco tempo dopo, nel 1985, il governo tunisino gli impedì di insegnare la sua disciplina e, in seguito, lo mise in stato di arrestato e per 16 anni rimase nelle carceri tunisine. Le ragioni di ciò sarebbero da ricondurre al suo rifiuto di addestrare le guardie e le forze speciali tunisine.

Uscito di prigione, rimase sotto stretta sorveglianza fino alla fuga di Ben Ali dalla Tunisia.

Morì nel 2012 da vero lottatore, rimanendo grande fonte di ispirazione per molti giovani tunisini.

Tags: Bruce LeeMoncef OuerghiTunisia Arti Marziali
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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