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Home Israele

Lo slogan “Israele è l’unica democrazia del Medio-Oriente” confutato

by Sabri Ben Rommane
Novembre 11, 2023
in Israele, Palestina, Sionismo, Voci
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Lo slogan “Israele è l’unica democrazia nel Medio Oriente” viene utilizzato da anni dai sostenitori del sionismo per assegnare ad Israele uno status speciale e giustificare uno status privilegiato nei confronti di Israele stesso. Tuttavia, è importante esaminare criticamente questa affermazione che oggi viene usata per legittimare il genocidio in atto a Gaza. Come vedremo, l’apartheid israeliano ed il suo sistema sionista a carattere etnico-nazionalista-religioso squalificano Israele dall’essere una democrazia. Una democrazia, infatti, non è tale solo in virtù del voto maggioritario.

Innanzitutto, l’aderenza di uno Stato ad un sistema politico non si dovrebbe tradurre automaticamente nel supporto incondizionato per quello Stato. Una monarchia virtuosa – ad esempio – come ce ne sono già state nella Storia è meglio di una democrazia tirannica. Oltre a ciò è utile riflettere sull’apartheid israeliano –  e cioè la segregazione e discriminazione nei confronti dei palestinesi – che è parte integrante del sistema legale a politico di Israele. L’apartheid, ricordiamolo, è un crimine contro l’umanità secondo la Convenzione sull’apartheid.

Uno Stato non può dirsi democratico mentre pratica l’apartheid proprio perché quest’ultimo è caratterizzato da forti elementi di discriminazione che contraddicono i valori democratici. Dire di essere uno Stato democratico ed apartheid è una contraddizione in termini come lo è dire di essere uno Stato democratico e nazista. 

Come secondo punto, la legge israeliana discrimina gli arabi, con differenze nei diritti civili e politici rispetto agli ebrei. Questo solleva forti problematiche legate alla parità di trattamento all’interno del sistema legale. Questa discriminazione è legata all’ideologia del sionismo che è fondamentale nel progetto chiamato Israele.

Il terzo punto, strettamente legato al secondo, è dato dal progetto sionista mirante ad uno Stato ebraico. Il sionismo è un’ideologia etnico-nazionalista-religiosa che marginalizza coloro che non sono ebrei mirando alla realizzazione di uno Stato degli ebrei per gli ebrei. Questo porta a discriminazioni ed inuguaglianze tali che – ad esempio -un palestinese nato e cresciuto in quei territori è fortemente penalizzato ed ha meno diritti rispetto ad una persona nata e cresciuta in un altro Paese che dopo la conversione alla religione ebraica ottiene il diritto di diventare cittadino israeliano e di divenire un colono ai danni dei palestinesi.

E’ chiaro, dunque, che l’affermazione che Israele sia l’unica democrazia del Medio Oriente è problematica e mistificante alle luce dell’apartheid, la discriminazione legislativa e il progetto e l’ideologia sionista. La comprensione di questi aspetti ampiamente documentati da accademici, istituzioni internazionali, e organizzazioni per i diritti fondamentali, è vitale per comprendere appieno la questione palestinese e la flagrante violazione di diritti perpetrata da Israele da quasi un secolo e che oggi sta raggiungendo una sanguinosa escalation legittimata da molte frange della politica Occidentale.

Tags: ApartheidisraelepalestinaSionismo
Sabri Ben Rommane

Sabri Ben Rommane

Sabri Ben Rommane è vicedirettore de La Luce News, attivista per i diritti dei musulmani e autore. Nei suoi libri affronta temi di filosofia, fede, ragione e critica del presente. Tra le sue opere più rilevanti figurano Deus ex logica. Le più forti argomentazioni filosofiche sull’esistenza di Dio; Il teologo autodidatta, romanzo grafico ispirato al classico medievale di Ibn Nafis; e Dalla rabbia e l’orgoglio all’umiliazione e la sconfitta: come gli Afghanistan Papers di Craig Whitlock rivelano la portata del terrorismo neo-colonialista occidentale. La sua scrittura unisce ricerca intellettuale, sensibilità spirituale e impegno civile.

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