Mi telefona allarmata un’amica di vecchia data
– Ma tu stai vedendo in TV lo schifo che va in onda contro i musulmani?
– Cara, non guardo la televisione dal 2001. Ma ho avuto modo di vedere tutto quello che sta accadendo da quell’anno ad oggi, in termini di demonizzazione e disumanizzazione di quasi due miliardi di individui.
È fuori di sé. Non è musulmana ma guarda sgomenta il riattizzarsi di un’infida propaganda anti-islamica, di cui non si capacita. Perché lei quel mondo, quella gente, li ha conosciuti bene in anni di Turchia, Siria, Libano, Giordania.
– Mi chiedo solo cosa vogliano da quell’umanità ancora umana. E soprattutto mi chiedo perché le comunità islamiche in Italia, gli stati arabi, non facciano nulla, accettino con passività che la tempesta si smorzi. Esiste una legge contro l’odio e la discriminazione razziale e religiosa: perché non servirsene per fare sputare veleno in sede legale a questi professionisti delle marchette?
Le faccio presente che sì, esiste la legge ma, ad oggi, non esiste purtroppo unità all’interno delle comunità. Le comunità stesse sono intimidite, temono ritorsioni e vendette. E, per ciò che concerne gli stati arabi ancora in piedi, meglio stendere un velo pietoso: hanno digerito le tonnellate di sangue palestinese ed hanno accettato il ruolo di kapò impostogli dall’Occidente, cosa credi che vorrebbero o potrebbero fare per difendere l’onore delle comunità islamiche all’estero? Per non parlare delle monarchie petrolifere, ognuna delle quali ha le carceri domestiche stracolme di musulmani – persone intendo condannate a languire in cellette senza aria né luce per il solo fatto di costituire opposizione ideologica a dittature corrotte e legate a doppio filo agli interessi imperiali in Medioriente?
È furente per lo show della deputata Sardone, che dalla sua posizione di forza ha vigliaccamente arringato, filmato ed insultato una donna musulmana, per strada, in uno spazio pubblico.
Le ricordo che la deputata ha commesso una serie di illeciti per i quali in un paese serio sarebbe già sotto interrogazione. Il fatto di stare in Italia non implica che lei possa fare ciò che vuole, l’identificazione di qualsiasi individuo spetta alle forze dell’ordine ed inoltre c’è la questione di una bambina, una minore, filmata a sua volta senza permesso ed esibita sui social.
Esisterebbero ancora delle leggi a cui appellarsi in questo paese.
Esiste una Costituzione, nonostante i tentativi sinora falliti di metterci mano. Ed esiste una gran parte della popolazione italiana, quella silenziosa, che abborre i figli spuri di Oriana Fallaci ed i loro seguaci diversamente colti. E che ha imparato a riconoscere ed ha in odio la miserabile propaganda islamofobica della macchina da guerra imperialista, più che mai utile in tempi di genocidio.
Non li sentiamo ed è questo il grosso problema, mentre imperversa il gracchiare inutile di una politica inconcludente, incapace di rispondere con serietà alle sfide poste dall’ immigrazione e buona solo a parlare alla pancia dei propri elettori per una manciata di voti in più, incurante dei disastri che si prospettano all’orizzonte




