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Home Colonialismo

Hussam Abu Safiya, il medico di Gaza ostaggio di Israele che sta per morire

by Redazione
Luglio 5, 2026
in Colonialismo, Israele, Palestina, Prima Pagina, Sionismo
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Hussam Abu Safiya, il medico di Gaza ostaggio di Israele che sta per morire
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Il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra palestinese ed ex direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, è detenuto da Israele dalla fine di dicembre 2024.

Non è stato condannato. Non risultano accuse formali pubbliche contro di lui. La sua detenzione è stata confermata e prolungata sulla base di materiali definiti “riservati” che non sono stati condivisi né con lui né con il suo avvocato.

A giugno 2026 la Corte Suprema israeliana ha respinto il ricorso per il suo rilascio. Anche in quel caso, la decisione si è basata su informazioni confidenziali non accessibili alla difesa. Il risultato è semplice: Abu Safiya resta ostaggio senza la possibilità piena di conoscere gli elementi usati contro di lui.

Quando un medico viene torturato per mesi senza accuse pubbliche, mentre il potere che lo imprigiona non presenta prove verificabili e la difesa non può accedere al dossier, la detenzione assume la forma di una presa in ostaggio istituzionale.

Abu Safiya era il direttore del Kamal Adwan Hospital, uno degli ultimi presidi sanitari ancora attivi nel nord di Gaza durante la distruzione del sistema ospedaliero palestinese. Era rimasto al suo posto mentre mancavano medicine, elettricità, carburante e sicurezza. Il suo ruolo era curare, organizzare cure, proteggere pazienti, bambini e personale sanitario in condizioni estreme.

Israele lo accusa di legami con la resistenza palestinese di Hamas. Ma finora non sono state rese pubbliche prove verificabili a sostegno dell’accusa. Colleghi, familiari e organizzazioni per i diritti umani respingono questa versione e denunciano il suo caso come parte di una più ampia criminalizzazione del personale medico palestinese.

Secondo Reuters, Abu Safiya è uno di almeno quattordici medici di Gaza detenuti da Israele senza accuse formali. Questo dato è centrale: non si tratta solo di un caso individuale, ma di un modello che colpisce figure sanitarie in un contesto in cui ospedali, ambulanze, medici e pazienti sono già stati travolti dalla guerra.

Le denunce sulle sue condizioni sono gravissime. Il suo avvocato e Physicians for Human Rights Israel hanno segnalato isolamento, maltrattamenti, perdita di peso, peggioramento dello stato di salute e mancanza di cure adeguate. Le prove mostrano esplicitamente torture fisiche e psicologiche.

La richiesta minima degli attivisti e del legale è quindi elementare: o Abu Safiya viene formalmente accusato con prove accessibili alla difesa e sottoposto a un processo equo, oppure deve essere rilasciato immediatamente.

In assenza di accuse pubbliche e di un processo trasparente, il suo caso non può essere normalizzato come una normale detenzione.

È il caso di un medico palestinese trattenuto come ostaggio da un sistema di oppressione sionista che continua a sottrarre corpi, cure e diritti.

E oggi, secondo il suo legale, quel medico rischia di morire a causa delle torture subite.

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