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Home Israele

Il caso di una soldatessa convertita al’ebraismo rivela il razzismo alla base di Israele

by Redazione
Marzo 15, 2021
in Israele, Mondo, Palestina
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Il caso di una soldatessa convertita al’ebraismo rivela il razzismo alla base di Israele
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MK Yitzhak Pindros, presidente del gruppo United Torah Judaism Knesset faction, si presenta con un bell’eloquio ed è ottimamente aggiornato. Pindros è anche il solo uomo politico che ha preso parte alle elezioni in tre diverse municipalità. Questo è quello che ha detto questa settimana in una conferenza sponsorizzata dal sito web Kipa e da Itm sulla conversione di una soldatessa avvenuta durante il suo servizio nell’esercito israeliano:

“Non ho intenzione di scendere a compromessi su una shiksa (termine yiddish, piuttosto dispregiativo, con cui gli ebrei designano una donna non ebrea) o un altro goy (termine con cui gli ebrei designano i non ebrei, al plurale goyim) che diventa parte del popolo ebraico. Se si è convertita nell’esercito, lei è una shiksa. Lei è totalmente goy. Ciò è fondamentale. Se qualcuno la sposa, il padre di lui deve mettersi in lutto, strapparsi le vesti, piangerlo e recitare il kaddish (preghiera ebraica per i defunti). Lei non è “seme di Israele.”

Sorvolando sullo stile- Pindros si è scusato per l’uso dello spregevole termine “shiksa”; lasciando perdere anche che Ben-Zion Netanyahu avrebbe dovuto mettersi in lutto per suo figlio Benjamin che ha sposato la shiksa Fleur Cates, che ha fatto un percorso di conversione conservativo e solo più tardi ha potuto convertirsi anche secondo l’ortodossia; lasciando anche da parte le rivoltanti implicazioni razziste, quasi naziste, del termine “seme di Israele”- che differenza c’è fra questo e il misurare la lunghezza del naso di un ebreo, o il preservare la purezza della razza ariana?

Ecco avete lo Stato Ebraico. Pindros lo ha raccontato nella sua essenza. Il giorno in cui Israele ha deciso di essere uno Stato Ebraico, ha dovuto mettere la sua politica di cittadinanza nelle mani dei rabbini. Non esiste un altro modo. E quindi Israele sarà per sempre lo Stato di Pindros.

Come al solito, la sinistra sionista trova il modo per girarci intorno, illusioni facili da ingoiare- Riforma della conversione, conversione Conservativa, perfino conversione nelle file dell’esercito di Israele, e un rabbino riformato come candidato nella lista laburista per la Knesset, ma tutto questo è solo per rendere la notizia più facile da accogliere.

E la notizia è che Israele vuole essere uno Stato Ebraico- e diamine, è quello che vuole- quindi Pindros è il suo guardiano. Qual’è la differenza se un rabbino riformato, un monaco buddista, un ayatollah iraniano o un prete mormone decide della politica di immigrazione; il fatto che la decisione è in mano religiose lo rende uno Stato religioso.

Se Israele è aperto solo agli ebrei e la supremazia ebraica è la sua pietra angolare, allora la questione di chi è ebreo deve essere definita. E questa questione può solo essere risolta da uomini di religione, perché il Giudaismo è soprattutto una religione. Non c’è una fondamentale differenza fra Pindros e il rabbino riformato MK Gilad Kariv- entrambi sono uomini di religione che vestano o meno di nero.

Pindros sostiene uno specchio che riflette un’immagine grottesca ma autentica. Volevate uno Stato Ebraico- l’avete. Non esiste qualcosa che si possa chiamare uno Stato Ebraico secolare, così come non esiste una conversione laica. Pindros aveva ragione. Una soldatessa la cui madre non è ebrea, non è ebrea, anche se presta servizio in una unità speciale dell’esercito.

Che cosa ha a che fare il servizio militare nell’esercito israeliano con l’ebraismo? E che cos’è, per l’amor di Dio, una conversione nell’esercito? Che c’entra l’esercito israeliano con la teologia? In uno stato laico, il servizio militare può dare la cittadinanza. Se Israele si facesse laico, l’intera struttura sionista collasserebbe e la supremazia ebraica finirebbe. Ecco perché Pindros è così vitale per la sopravvivenza dello Stato, anche se fa così paura.

Il diritto che gli ebrei affermano sulla terra è basato su giustificazioni religiose. La promessa di Dio, i luoghi santi, le storie bibliche e i supposti 2.000 anni di desiderio per una Gerusalemme ricostruita; più un rituale religioso che un piano di immigrazione. Togliete la giustificazione religiosa e la questione sorge in tutta la sua forza: perché siamo qui? Perché mai? Il Sionismo che era essenzialmente un movimento secolare, mancandogli sufficienti giustificazioni secolari, si appoggiava su giustificazioni religiose. 

Pindros ci ricorda questo. Ci mostra il volto dell’ Ebraismo: aggressivo, indulgente verso gli inferiori, razzista. Così si è mantenuto in vita per migliaia di anni, preservando la purezza del seme. Solo così può giustificare l’aver stabilito lo Stato specificamente in Palestina. Grazie, MK Pindros, per averci ricordato tutto ciò. Chiunque voglia uno Stato Ebraico deve accettare il tuo Stato, lo Stato di Pindros. 

Articolo di Gideon Levy, pubblicato sul quotidiano israeliano Haaretz

Tags: Ebraismoisraelepalestina
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