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Tahnoun Bin Zaid: il principe delle armi che insanguina il Medio Oriente

by Davide Piccardo
Febbraio 9, 2020
in Mondo
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Tahnoun Bin Zaid: il principe delle armi che insanguina il Medio Oriente
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Tahnoun Bin Zaid, in Yemen, come in Siria, in Egitto, come in Libia questo nome compare nella trattative più sporche: rivendita di armi nelle guerra in Nordafrica e Medio Oriente, finanziamenti ai regimi sanguinari di Egitto e Siria.

Tahnoun Bin Zaid è ovunque, impalpabile. Ciò che rende invece tangibile la sua presenza sono le bombe che piovono su Tripoli, in Libia o i colpi di mortaio che sventrano i sobborghi di Sanaa, la capitale yemenita. I sui soldi pagano i torturatori nelle carceri egiziane e i mercenari russi, sudanesi che combattono al fianco del generale Haftar. Tahnoun Bin Zaid, un nome, una maledizione.

Gli inizi, come combattente di MMA

Tahnoun Bin Zaid è il fratello dell’altro Bin Zaid, Mohammad, che è il principe ereditario degli Emirati Arabi, il reggente di fatto della piccola monarchia del Golfo. Fin dalla giovane età Tahnoun si interessa agli sport da combattimento e inizia a frequentare negli Usa il campione di MMA Nelson Monteiro per apprendere l’arte marziale, senza rivelare la sua identità di principe. Tahnoun raggiungerà la cintura nera e, una volta tornato in patria, aprirà una delle più grandi palestre di sport da combattimento negli Emirati, diretta dal suo allenatore Nelson Monteiro. Al ritorno negli Emirati Tahnoun decide di investire subito in armi e fonda la Trust International Group LLC, azienda che produce tank, mortai, missili e aerei da combattimento. Non solo. Forma anche figure militari di rilievo, pronte a coordinare mercenari sul campo.

Armi e soldi emiratini invadono i campi di battaglia

In diversi teatri di guerra e di scontri, come in Libia, Yemen, Siria ma anche in Egitto i soldi sono fondamentali. Servono per muovere uomini e mezzi sui fronti di guerra, ma anche per tenere a bada politici e militari come in Egitto, dove Al Sisi attinge a piene mani ai fondi dell’Uae e Arabia Saudita per governare con il pugno di ferro paese.

Secondo Al Jazeera, i finanziamenti e le armi sono gestiti direttamente da Tahnoun attraverso la sua società Trust International Group LLC. E Tahnoun tiene le redini di questo intricato groviglio di rapporti e contatti non solo perché è membro della casa reale. Ma anche e soprattutto perché è il secondo uomo del paese e il responsabile dei servizi di spionaggio e controspionaggio del paese del Golfo.

La Trust International si occupa, come si legge nel loro sito, di consulenza nel campo militare e della sicurezza, vendendo tecnologia e armamenti in tutto il mondo. E Il terreno per testare le armi e verificarne l’efficacia di certo non manca: la Libia e lo Yemen sono ottimi banchi di prova per la tecnologia militare della piccola ma potente monarchia del Golfo. Centinaia di kilometri di territorio aperti alla sperimentazione militare: bombe, missili, uccisioni mirate, un enorme laboratorio per mostrare ai clienti di mezzo mondo l’efficacia della tecnologia bellica e degli uomini dell’Uae, per poi poter poi vendere questi “prodotti” agli acquirenti interessati in tutto il mondo.

Quando sentirete di guerra in Medioriente e Nordafrica sappiate che forse dietro a queste storie di violenza e morte c’è anche lui: Tahnoun Bin Zaid.

 

Tags: EgittoLibiaMedio OrienteSiriaTahnoun Bin Zaid. Emirati
Davide Piccardo

Davide Piccardo

Direttore editoriale

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